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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.

giovedì 25 maggio 2017

ONEIRIKOS: anteprima del nuovo romanzo di Danila Oppio



Appena uscito, il mio nuovo romanzo ONEIRIKOS, edito da LargoLibro. 
In attesa che la Casa Editrice lo presenti sul suo sito, ve ne offro un assaggio.

In quarta di copertina potrete leggere una breve mia nota. 

Qui sotto, riporto la prefazione del dottor Salvo Figura - medico anestesista e 
rianimatore,  nonché scrittore, e la postfazione del Dott. Cav. Tommaso Mondelli, 
poeta e scrittore.

Ringrazio entrambi per avermi affiancato e sostenuto in questo mio lavoro, e 
spero che chi desidera leggerlo, lo passa apprezzare.
Per chi lo vuole, è sufficiente che scriva al mio 
indirizzo email: danilaoppio@gmail.com e provvederò a spedirlo con 
dedica personalizzata. 
Il costo del libro è di 12 euro, comprese le spese postali.
Chi invece desiderasse acquistarlo direttamente dall'editore, potrà farlo non
 appena lo stesso ne avrà pubblicato le coordinate.

***

Prefazione


Gli autori di narrativa hanno una naturale diffidenza verso i poeti e le 
prosatrici perché abbondano con “d” eufoniche, con i “che”, le assonanze e, 
se si accostano alla narrativa, di qualunque genere, si trascinano dietro 
le loro regole-non regole.
Recalcitranti nell’accettarle e ribelli fino all’ammutinamento se si cerca
 di correggerli.
La narrativa è tecnica e “pancia”, la poesia e la prosa sono un insieme di 
cuore e pancia che scorrazzano sul foglio bianco, come su una prateria, liberi o quasi dalle briglie della tecnica. Tant’è che si dice “licenza poetica”.
E anch’io, come loro, quando mi proposi come editor del romanzo di Danila 
fui sul punto di… pentirmi, conoscendo lei già come una poetessa, 
un’ottima poetessa, ma proprio per questo, legata a doppio filo con quelle 
non regole.
Poi lessi l’incipit, le prime quattro cartelle, la sinossi completa, e la curiosità 
si fece materia viva, scacciando lo scetticismo. Così l’attrazione divenne 
una fune che mi ancorò alla sedia; una gomena alla sua bitta. E di pagina
 in pagina mi sono ritrovato alla fine indenne dal “Moloch ribelle”. Nel 
romanzo di Danila Oppio ho trovato un’idea, un “dinosauro” (così si definisce
 in gergo, l’idea forte che regge storia e trama) che non immaginavo
 di rinvenire.
Ottimi fraseggi. Bei dialoghi, calati in ambienti bucolici, Kafkiani o in 
zone sperdute del Pianeta distrutto dalla follia dell’uomo.
Danila mi ha fatto vivere nell’Eden, poi in via Panisperna, nel deserto 
del Nevada, tra le macerie di Hiroshima, ma anche nell’Empireo, nei cieli
 di Dio e in quelli di Dante.
      Ha applicato alla lettera lo show, don’t tell. La trama si dipana in un 
fitto dialogo fatto di telepatia e parole vere tra due esseri sopravvissuti a 
una catastrofe nucleare. Tracce di Romance e di SciFi ben intrecciate, dove 
Danila, anzi i suoi personaggi sono vivi, e con maestria,ammoniscono, rimpiangono, maledicono, sperano… e con loro i lettori, presi in un vortice
 di smarrimento: quello che li prende quando sono sospesi nel sogno del sogno, nella sospensione dell’incredulità.Il lettore vive quel mondo in un 
continuo cambio di PdV giostrato con maestria, fino al finale che 
giunge inaspettato, come nei migliori thriller, o nei migliori “Timeless”.
Poche le correzioni da fare in questo bel romanzo, e anche le 
citazioni, ricorrenti e precise, aiutano i meno “attrezzati”.
Un’ottima performance, insomma, e sarebbe facile, oltre che banale, 
affermare che in Danila Oppio, si avveri il: IN NOMEN OMEN. Ovvero che 
“Oppio provochi dipendenza nel lettore!”
Questa è una “prova d’autore” ben riuscita, e so che ne seguiranno 
molte altre ancora.

Salvo Figura

 ***
Postfazione

C'è proprio da meravigliarsi se da un'aulica penna, come quella che danza tra
 le dita della brillante scrittrice Danila Oppio, intinta nel mare azzurro della
 fantasia, sia nato un poema?
L’autrice non è alla sua prima esperienza, ha già pubblicato in cartaceo un 
romanzo breve, una fiaba modernauna silloge poetica, in tandem con il sottoscritto e, per ogni altra sua produzione, vi rinvio alla sua 
breve biografia. Torno alla recensione.

Romanzo fantastico che raccoglie memorie storiche, letterarie e scientifiche in
cui il lettore si trova coinvolto in un’avventura che si svolge In un clima 
surreale, dove l’autrice sfiora alcuni tasti degli umani sentimenti e situazioni 
di vita vissuta.

Il racconto si basa su un dialogo, nato da un ideale incontro tra due scrittori, 
 alla ricerca di una memoria storica su ciò che è andato perduto. Per sempre?
Ho avuto il piacere e la fortuna di leggere il racconto in bozza. La storia è avvincente e scorrevole. La fine del mondo è in attesa, sempre rievocata. 
E' una promessa o una minaccia? Siamo preparati, dobbiamo crederci?
Le cose che dovranno accadere non potranno essere evitate dall’uomo, ma 
quelle che potrebbero accadere per sua colpa, sì. E' ammissibile che una 
riflessione possa dare all’umanità un volto più dignitoso e un futuro migliore?
Il romanzo evoca l’insensatezza umana, a causa della quale il sole non riesce 
più a illuminare la Terra. Che ne resta dell'uomo, se di una possibile apocalisse
 ne fosse il diretto responsabile?
Il romanzo, che scorre in una coinvolgente lettura, conduce a meditare sulla
attuale società. Studiosi di diverse discipline (antropologi, sociologi, 
biologi) stimano che i mutamenti in atto stiano modificando, in modo irreversibile, il nostro sistema di vita quotidiano, il modo di pensare e di percepire il mondo e 
la convivenza umana. E’ innegabile che vi siano oggi grandi vantaggi rispetto
 al passato, ma l’autrice desidera anche metterci in guardia, allertandoci su aspetti meno positivi. 
Tommaso Mondelli 

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