benvenuti

Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.

sabato 28 febbraio 2015

Esposizione personale della pittrice Carla Colombo

Sono lieta di annunciare la prima esposizione personale del 2015 dal titolo "ATTIMI". In   prevalenza saranno esposte opere informali presso il caratteristico e moderno locale Moon on the River in Brivio, splendido paese rivierasco sul fiume Adda. 
La mostra sarà aperta con gli orari del locale (martedì escluso)  dal  4 marzo al 30 aprile.
Grazie per l'attenzione
Carla Colombo



venerdì 27 febbraio 2015

Non è farfalla



L’anima non è farfalla
Che vola di fiore in fiore
Piuttosto, è come edera:
Dove si attacca, muore.

E’ cosa appassionante
Quando è il cor che dona
E, seppure sanguinante
Ogni infedeltà perdona

Fosse lui pur prigioniero
In una morsa stretta
L’anima fuggirà in volo
A straniero lido diretta

Fissando l’orizzonte soffre
Non potendo mai carpire
L’aureo istante che s’offre
Affranta, rinuncia a capire.

Ma l’anima non è farfalla
Che vola di fiore in fiore
Piuttosto è come edera:
Dove si attacca, muore.
  
Danila Oppio
Inedita

E continuo




Ed ora che la luna è passata
indosso un altro giorno
già pieno di rumori, di attese
adagiato nei soliti viali
delle abitudini
e della sofferenza.

Uno sguardo ai giornali
notizie di un mondo al rovescio
animali da circo che si lamentano
bambini che piangono
all'ingresso della scuola materna
e nonni, commossi, che vanno via.

Amanti dell'indifferenza
cultori del proprio sembrare
sfogliano fogli di nuovi viaggi
per il mondo avvolto da paure
ma stracarico di speranze.

Con difficoltà riesco
a calpestare le strisce pedonali
le auto non sono maleducate
non protesto anche perché
il tutto va di gran moda.

Rientro a casa
abbraccio 
la mia solitudine
e continuo a credermi.

Gavino Puggioni
Da Nelle Falesie dell'Anima

lunedì 23 febbraio 2015

Alla ricerca del tempo perduto

Alla ricerca del tempo perduto
(nulla a che vedere con Proust)



Cercai conforto
Nei polverosi anfratti
Della memoria
Cercai il passato.

Le lunghe ombre
Al tramonto
Mi davano di lui
Un’immagine distorta

Ricordi consunti
 Dal tempo, lacerati
Da graffi come di gatto
Malcilento.

Cercai di lui
E non era che un topo
Rinsecchito nel buio
D’una soffitta spoglia

Tra ragnatele come lenzuola
Di un letto disfatto
E abbandonato
Alla voracità degli anni.

Danila Oppio
Inedita
23 febbraio 2015


venerdì 20 febbraio 2015

Il sorriso della luna


Stanotte ho visto il sorriso della luna
pennellato da un grande maestro
che dell'ambiguità
aveva fatto la sua arte.

Ho chiesto a lei
se era innamorata di altri pianeti
o di cavalieri erranti
lo spazio siderale.


Le ho chiesto se gradiva ancora
i nostri pensieri rivolti a lei
in tutte le forme
comprese quelle istrionesche.

e i suoi occhi
orbite di montagne inesplorate
miravano sulla terra, sulla mia terra
sconvolta a tutte le latitudini.






Abituata a sopportar inganni
a far trasparir commedie
che erano e sono antipasto
di tante, troppe tragedie.

E quel sorriso
miraggio del subconscio
massacrava quel che pensavo
mentre il battito del mio cuore
aumentava a dismisura

...e la luna non mi rispondeva.

Gavino Puggioni
Da Nelle falesie dell'anima

giovedì 12 febbraio 2015

Premio Nazionale San Francesco - Menzione d'Onore

Ho partecipato al Premio Nazionale San Francesco, indetto dall'Archeoclub Patti.
Per una mia poesia dedicata al Santo, ho ricevuto la pergamena con la Menzione d'Onore e relativa medaglia. La mia poesia è stata inserita in un'elegante Antologia, una cui copia è stata donata a Papa Francesco.
Non si tratta di un piccolo libro, ma di una edizione dal grande formato, con copertina rigida in similpelle e con gli angoli protetti da una decorazione in metallo dorato.



Le due medaglie si riferiscono a questo premio e a quello di Narrando per passione, al quale ho partecipato con una mia fiaba.
Qui sotto la mia poesia contenuta nell'antologia.
Nuovo cantico

Lodato sia il Signore
Per Sorella Acqua
Che l’hai creata
Preziosa e abbondante

Lodato sia il Signore
Per Sorella Madre Terra
Che l’hai creata
Paradiso abbacinante

Lodato sia il Signore
Per chi sostiene
La Pace che da tanto
Non regna illuminante

Lodato sia il Signore
Per Sorella Luna
Che illumina d’argento
E il Sole sfolgorante

Grazie San Francesco
Per questo tuo cantico
Colmo d’amore verso Dio
E ogni creatura circostante

Danila Oppio

Menzione d'Onore per il Premio Nazionale Narrando per Passione

Il premio in oggetto, indetto da Archeoclub Patti, è riferito alla mia favola Il Paese di Fantasia. La fiaba è stata poi pubblicata in proprio con Il mio libro, della Casa Editrice L'Espresso-Feltrinelli e interamente da me illustrata. Qui sotto la copertina.





lunedì 9 febbraio 2015

Menzione di merito: In ricordo di Oriana Fallaci

Ricevo oggi questa comunicazione, che riguarda il concorso poetico dedicato ad Oriana Fallaci, per il quale ho partecipato con la poesia che pubblico qui sotto, e che entrerà a far parte dell'omonima antologia.

Carissimo Autore 
abbiamo il piacere di comunicarti che la tua OPERA è stata segnalata dalla Giuria e verrà premiata con MENZIONE di MERITO

La cerimonia si terrà il 21 marzo 2015 presso 

Hotel Ristorante LA MURAGLIA 
Via Zanardelli, 11/13
Pozzolengo  (BS)

maggiori info, orari, convenzioni e dettagli  

Nel complimentarci per il risultato ottenuto, rinnoviamo i nostri ringraziamenti per la tua partecipazione
Un cordiale poetico saluto


CIRCUMNAVIGARTE


In ricordo di Oriana Fallaci


Chi ama un uomo
Ne ama anche i difetti
Che gli stanno incollati
Come fastidiosi insetti.

E lei lo amava
Il suo Panagulis, lo amava
Non volendolo ferire
 pur se lui la faceva soffrire.

Ne amava le colpe
Bugie, miserie e volgarità
Bruttezze, contraddizioni
Il suo corpo non perfetto
La sua caparbietà.

E lo disse, lo scrisse
Nel suo libro Un uomo
E ne dipinse il ritratto
Di quell’amante guerriero
Rivoluzionario e poeta
Dal giusto pensiero.

Alekos, morto di libertà.
Terribile dolore le attraversò
 L’anima, pur se lei diceva
Che a quella, da atea, non credeva.

Ed ora, nell’eternità hanno  ritrovato
Il loro bambino
Di cui Oriana scrisse
 Non essere mai nato.

Danila Oppio

giovedì 5 febbraio 2015

Appunti per pensare


In un lembo di terra dimenticata
farfalle di girasoli rincorrevano
fiumi di perle sottratte
al buio della notte

Cammelli appassiti
dall'ardore del deserto infinito
abbracciavano ombre di nuvole
desiderio d'acqua e di essenza.

Uccelli dei primordi
scorrazzavano grigie pareti di pietra
in cerca di un buco nero
dove deporre l'elemento di vita.

Barche lunghe lunghe fatte di liane
attendevano il sacro Eolo a poppa
per navigare altri mari oltre
oltre l'infinito dell'orizzonte.

In un cielo scarlatto
armigeri dell'universo
combattevano una guerra già persa
dai loro antenati mille anni prima.

E in quel paese
come in una immensa polis
si riunivano altre città
per ri-parlare e per ri-conoscere
tutte le vie del mondo andate perdute
come in un ectoplasma
dal risveglio incerto.

Il sole degradava luci in nebbie collinari
la luna accendeva disegni di fantasmi
e un bambino si staccava sazio dal seno materno
in attesa di un altro giorno...per vivere.

Gavino Puggioni
Da Nelle Falesie dell'anima

mercoledì 4 febbraio 2015

Fiabe & Favole - Casa Editrice Monte-Covello


REDAZIONE - Società Editrice MonteCovello <redazione@montecovello.com>




Siamo lieti di informarVi che abbiamo pubblicato l’Ebook di cui alla copertina allegata.
Questo è il primo link dove lo trovate in vendita:

Gentile Autore, 
Siamo lieti di informarLa che abbiamo pubblicato il Libro di cui alla copertina allegata.
Questo è il link del nostro sito dove lo trova in vendita:


Tra pochi giorni, anche ricercando su Google il codice ISBN: 9788867336081 troverà i link degli altri store on line dove è acquistabile.

Sono lieta anch'io di rendere visibile attraverso questo blog, Fiabe & Favole.. L'edizione aderisce al progetto NON SIAMO SOLI. 
In questa antologia ci sono tre mie piccole opere, che riporto qui sotto:

Favoletta per la notte

In un bosco di elci
Lungo viottoli
lastricati da selci
E bordati da felci
Viaggiavano piccoli elfi
In groppa ad alci
Incoronati da corna
Con molti palchi

Sopra di loro
Fendevano il cielo
Due splendidi falchi

Era una notte incantata
Dipinta di sogni e di fiabe
Ma quando un raggio di sole
Squarciò il sipario del buio
E illuminò il mattino…

La sveglia trillò e il sogno
Si dileguò
Col suo bosco di elci
Il vialetto di selci
Bordato di felci
Percorso da piccoli elfi
In groppa ad alci
Dalle corna con molti palchi
Sorvolati
da due splendidi falchi

Buongiorno mattino!
E’ già l’ora del cappuccino.

I VESTITI DI MARA

C’era una volta una mamma che voleva un mondo di bene alla sua bambina, e per lei avrebbe costruito ponti d’oro.
Appena vedeva un vestitino in vetrina, che giudicava adatto ad essere indossato dalla sua Mara, lo comperava e tutta contenta glielo mostrava alla piccola.
“Non mi piace!” - Gridava Mara, pestando i piedini – “Lo volevo rosso e questo è blu!”.
Allora la mamma andava dal negoziante e lo faceva sostituire da un abitino blu, ancora più bello del precedente.
“Non mi piace, non lo voglio!” Urlava Mara.
”Lo volevo con le maniche corte e questo le ha lunghe!”.
Allora la mamma si sedeva alla macchina da cucire, accorciava le maniche, e cuciva gli orli.
“Non mi piace neanche così! Aggiungici del pizzo bianco”
E la mamma, con santa pazienza, ritornava alla macchina da cucire, e applicava il pizzo.
E così per ogni altro capo di abbigliamento. modifiche da fare, se non quando addirittura Mara s’impuntava a non volerlo indossare.
Un giorno Mara, tornando dall’asilo, disse alla mamma:
“Ma lo sai che Lara chiede sempre un sacco di cose alla sua mamma? Le dice “Vojo questo, vojo quello, e la mamma, che le vuole bene, gliele compra”.
La mamma chiede a Mara:
“Ma poi, Lara è contenta di quel che la mamma le acquista?”
“Certo, perché lei sa cosa vuole! Mamma, è vero che io non sono come Lara,  e che io non dico mai “vojo, vojo?”
Si cara, è vero, tu non dici mai “vojo vojo”, ma al contrario, dici sempre “non vojo, non vojo!”.
La mamma sospira, mentre s’incammina verso la cucina, e pensa:
La mamma di Lara ha meno problemi di me, nel gestire il rapporto con sua figlia!  Almeno quando accontenta la sua bambina, sa di averla resa felice. La mia Mara è sempre insoddisfatta, insofferente, ed io non so più come fare per vederla felice. Qualsiasi cosa faccia per lei, non va bene, neppure se le cucissi un vestito tutto d’oro! Il mestiere di mamma è la professione più difficile del mondo!
La mamma di Mara decide di incontrare la mamma di Lara. Le spiega il suo problema, la difficoltà di accontentare la sua bambina.
-       Sai cucire a macchina, vero? – Le chiede la mamma di Lara. Alla risposta affermativa, ecco che arriva il suggerimento:
-       Acquista un sacco di iuta, uno di quelli per le patate e cuci con questo un vestito per Mara. Nascondi tutti gli altri e poi faglielo indossare.
-       Ma sarà cosa impossibile!
-       La colpa non è di Mara: se fa i capricci e tu l’accontenti sempre, lei li continuerà a fare. Dille che hai speso tutti i soldini per comprare i suoi vestiti, e che ora deve accontentarsi di indossare un sacco. E se non vuole metterlo, dille che uscirà senza vestiti. Vedrai come apprezzerà i suoi abitini, e i capricci resteranno tutti dentro quel sacco di patate.

Un Natale davvero speciale

Sarmina si trova sola a dover accudire a tre bambine, le sue figlie di 5, 3 e un anno. Accadde quello che capita sempre più spesso.
Suo marito Adan partì dall’Albania verso l’Italia, in cerca di lavoro, trovandolo presso un’impresa edile. Dopo qualche tempo, si fece raggiungere da sua moglie con le figlie Adana e Argjela e, baraccati in una fabbrica in disuso, si arrangiarono come poterono, in quegli stanzoni nei quali altri disperati condividevano gli stessi spazi.
Non vi era riscaldamento, né acqua potabile, né luce. Sempre meglio che dormire all’addiaccio. La paga di Adan non copriva che una parte di quanto occorreva per la sopravvivenza della sua famigliola, così fu loro offerto un pasto caldo presso la mensa della Caritas, oltre ad indumenti e coperte. Per quattro bocche da sfamare, non bastava. Inoltre era in arrivo la terza figlia.
 Adan lavorava soprattutto in estate, quando i cantieri erano in piena attività, ma un malaugurato giorno, qualcosa non andò per il verso giusto. Il ponteggio sul quale Adan si trovava, crollò. Per l’albanese non ci fu scampo.
Arrivò l’inverno, nacque Alena e, in quel capannone dismesso, il freddo era insopportabile e ogni sorta di malattie in agguato. Un’anima buona mise a disposizione due locali modestamente arredati. Le piccole furono accolte al nido e scuola per l’infanzia, così durante il giorno la mamma poteva lavorare come colf a casa di Gemma.
 Ma la sera, quando Sarmina rientrava in casa con le figlie, la solitudine e il dolore l’assalivano. L’assistente sociale s’impegnò come poteva, però nessuno dona mai il cuore per intero.
 Natale è alle porte, bussa a quelle di tutti come all’uscio di Gemma. Lei sta pensando ai regali, agli addobbi, al pranzo speciale, come tutte le madri di famiglia.
Da anni è persuasa che il Natale abbia perso la sua vera configurazione.  Oramai è solo una sarabanda di gesti inutili. Gemma ebbe un’idea che spera condivisa dalla famiglia. Il giorno è giunto, tutto è pronto.
La tavola imbandita e, sotto l’albero, tanti pacchetti luccicanti. Creata l’atmosfera, mancano solo gli ospiti. Gemma sale in auto e percorre qualche chilometro. Suona al campanello, un vociare di bimbi giunge alla porta.
-       Ciao Sarmina, scusami tanto, ma ho bisogno di te.
-       Oggi è Natale, signora Gemma, devo lavorare anche in questo giorno?
-       Forse…
-       Ma…e le bambine?
-       Portale con te, chiudi l’uscio e andiamo.
Arrivata a casa, Gemma apre la porta e…sorpresa! Tutti i presenti corrono incontro a Sarmina e alle piccole, che coccolano subito. Sarmina rimane impettita poi chiede:
-       Da dove devo cominciare?
-       Coll’andare in bagno a lavare le manine alle bimbe e poi…a tavola!
Le bambine non avevano mai visto un albero di Natale e neppure il presepe.  Mille domande, tante risposte. Finito il pranzo, e consumato il dessert, una vera novità per le bambine, Gemma dice alle piccole:
-       Andate sotto l’abete, quei pacchetti sono per voi.
-       Ma signora Gemma – interviene Sarmina – quali?
-       I regali sotto l’albero di Natale sono tutti per voi.
Gemma era certa che Adana, Argjela e Alena non avevano mai avuto un giocattolo, inadeguato alle possibilità economiche della mamma.
-       E per voi nulla? – Chiede Sarmina.
-       Il nostro regalo l’abbiamo già ricevuto. Siete voi il nostro dono speciale! E’ leggere la felicità negli occhi delle tue bambine! Credimi, Sarmina, è il Natale più bello che abbiamo trascorso da anni. E tutto per merito tuo.
Lo spirito del Natale non si riveste di luci splendenti, di festoni luccicanti, e non si nutre di cibi opulenti. Il suo significato più profondo è racchiuso in una sola parola: Amore.
Danila Oppio