benvenuti

Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.

giovedì 31 ottobre 2013

LAMPADA


Lampada che illumini
mani scarnite
e avvolgi parole vane
nel mistero della notte
nel sonno obbligato
dell'umanità
chiassosa e casinista

Dammi luce
nel fumo di cancro indaco
che s'inerpica
lento ed elicoidale
nel vuoto
sopra il sofà, sopra di me
solo.

Gavino Puggioni
Da Nel silenzio dei rumori

ULULATO


Ulula l’affamata lupa
Lungo i muri roventi
E sotto gli umidi anfratti
Uggiola il cucciolo
Udendo i suoi lamenti

In questo tempo uggioso
Volano ubriachi i falchi
Irrisione ulteriore
Nell’ultimo tramonto

Ugualmente una prece
Sale uniforme ad altre
Universale pianto
D’una civiltà urtante

Urgente occorre aiuto
In quest’usurato tempo
Travolto da uragani
Di guerre tanto inutili

E’ l’anima dell’umanità
Ustionata da crimini
Cruenti brutali sanguinari
Come devastanti uragani

L’usura della Terra
Urla il suo tormento
Che nulla può uguagliare
Resta dunque mera utopia
Ogni desiderio di pace

Racchiuso dentro un’urna
Sepolta nella melma
Nauseabonda e putrida
Di questo mondo infame.

Danila Oppio
Inedita
declamando in U





       

LA BELLEZZA


Sono bella, o mortali, come un sogno di pietra
e il mio seno, cui volta a volta ciascuno s’è scontrato,
è fatto per ispirare al poeta un amore eterno e muto
come la materia.

Troneggio nell’azzurro quale Sfinge incompresa,
unisco un cuore di neve alla bianchezza dei cigni,
odio il movimento che scompone le linee
e mai piango, mai rido.

I poeti, di fronte alle mie grandi pose,
che ho l’aria di imitare dai più fieri monumenti,
consumeranno i giorni in studi severi,
perché, onde affascinare quei docili amanti,
ho degli specchi puri che fanno più bella ogni cosa:
sono i miei occhi, i miei grandi occhi dalla luce immortale

(Charles Baudelaire - I fiori del male, 1861 –  
 trad. Attilio Bertolucci)

mercoledì 30 ottobre 2013

FESTA DEL CAVOLO...A MERENDA!


Ma è ora di dire basta!

Cronaca spicciola, mica tanto, di questi giorni che si avvicinano ai ....baccanali di fine anno.

Desidero che si dimentichi, ricordandola ancora una volta, quella festa inusitata, stupida e maldestra che viene chiamata di Halloween, da noi italiani importata e scimmiottata, sempre insulsa, da quattro soldi, di finto orrore, da “celebrare” il 31 di ottobre, ovviamente globalizzata.
Che dopo, di quattro soldi se ne spendono veramente tanti, inutilmente, senza senso e, almeno questo, dovrebbe far riflettere e non poco, di questi giorni infelici!
Ma perché abituare i nostri bambini-adolescenti a una ricorrenza che non ha niente ma proprio niente a che fare con noi, che italiani siamo e lo saremo?
Perché ci dobbiamo adeguare ai “bisogni oziosi”, dicono rilassanti, di altri popoli quando ognuno di questi ha il suo bel carnevale? E siamo anche lontani dal nostro carnevale!
Ma è una necessità?  Ma è un bisogno? O è solo stupidità di bassa fattura? e non me ne vogliamo i così detti benpensanti.
Le nostre famiglie (tutte benestanti? senza problemi?) non possono trovare il coraggio di dire ai loro pargoli che questa festa non s'ha da fare?, perché è inutile, perché fa spendere altri quattrini, perché li fa sembrare quelli che non sono, e non siamo, perché possiamo vivere delle nostre ricorrenze, anche allegre, che non hanno niente da invidiare a quelle d'oltre oceano.
Quand'è che decideremo di vivere delle nostre ricorrenze, antichissime e bellissime, senza dover andare a copiare quello che altri fanno? Ma perché non decidiamo di rispettare le nostre tradizioni nella nostra amata lingua, anche nei nostri diversi dialetti che vanno perdendosi in tutte le regioni del nostro paese?
Certo, i perché sono tanti e tutti meriterebbero una risposta e seria.
Soprattutto oggi, con questo nostro paese attanagliato da una crisi spaventosa che non trova similia nei decenni passati, leggiamo ancora di questa festa a cui si dedicano ingenti risorse, umane e finanziarie, pubblicità  e mirabilia, a cui i nostri bambini pare non resistano, complici però babbo e mamma che dovrebbero, invece, snobbarla e poi eliminarla.
 
E dopo, perché chiamarla “festa”, e di che?
Non ne abbiamo già a sufficienza?

E allora, domani, 31 ottobre 2013, perché non rivolgiamo un pensiero a tutti quei bambini, in Italia e nel mondo, che non conoscono il significato di quella parola, magari inviando loro un messaggio di solidarietà umana?



Gavino Puggioni

martedì 29 ottobre 2013

NON SO



Per non so quale ordine
mi sono abituato
a dire grazie
al giorno che è passato

La notte è buia
e impenetrabile

Scorre le sue ore
nel mio sonno breve
senza tempo
e non riesco a ringraziarla

Gavino Puggioni
Da Nel silenzio dei rumori

SARAH BROWN


Maurizio, non piangere, non sono qui sotto il pino.
L’aria profumata della primavera bisbiglia nell’erba dolce,
le stelle scintillano, la civetta chiama,
ma tu ti affliggi, e la mia anima si estasia
nel nirvana beato della luce eterna!
Va’ dal cuore buono che è mio marito,
che medita su ciò che lui chiama la nostra colpa d’amore: -
digli che il mio amore per te, e così il mio amore per lui,
hanno foggiato il mio destino – che attraverso la carne
raggiunsi lo spirito e attraverso lo spirito, pace.
Non ci sono matrimoni in cielo,
ma c’è l’amore
  
(Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River, 1915 -
trad. Fernanda Pivano)


lunedì 28 ottobre 2013

NATALE 2006


La festa è in arrivo
Il paese sprofonda

Le immagini sono le stesse
di spreco di luci di consumi

Ai margini, nei marciapiedi
sporchi di cicche
e lattine fracassate
uomini  e donne
vecchi e bambini
nudi nei loro desideri
che cercano
gli occhi perduti
nel nulla
odissea di una vita
senza speranza

Gavino Puggioni
Da Nel silenzio dei rumori

...E TE NE STAVI

Kaspar Netscher: la merlettaia

…e te ne stavi
con luce fioca
che cadeva dagli occhi,
sulla solita sedia raccolta
nell’angolo della vecchia cucina.
Sullo sgabello i piedi
stanchi del giorno
e la coperta di avanzi di lana
dai colori brillanti
copriva le ginocchia infreddolite.

…e punto dopo punto
con filo sottile
lentamente sfilavi con cura
dall’uncinetto ricurvo
candide trine preziose.
La telenovela alla tivù
raccontava di storie d’amore
e la luce tremula dall’alto
nascondeva agli occhi stanchi
il piccolo errore del punto.

…e riga dopo riga
intrise di amore
splendevano ogni giorno
ricami di candido pizzo
cucite al tessuto di lino.
Tesori pregiati avvolgevi
che nascevano lungo le sere
mentre fuori la neve
nell’annuncio della notte silente
cadeva come latte di nuvole.

…e se il sonno tarda a venire
il divano è ristagno del cuore,
stringo forte il cuscino
imbottito di piume
e cesellato di bianco filet

…e con il tuo viso
che ho dentro di me
dormo serena …
…e sei qui ...
ancora con me, mamma.


Carla Colombo
28 dicembre 2012

Anno 2013

- Diploma di segnalazione di merito al concorso nazionale dell'Associazione Culturale LunaNera di Pozzo D'adda , con la poesia "... e te ne stavi" 



domenica 27 ottobre 2013

Pensierino del giorno...


 Il 2 di ottobre scorso si è detta giornata storica  per la tenuta del governo italiano, ricordate lo strappo alfanoide o alfanoico che dir si voglia?, giornata di cronaca, dicevo io, mentre fino ad oggi si andavano consumando altri strappi, più che altro arrampicamenti allo scranno dei ruffiani nonché a quello degli...onorevoli in stato di semi-abbandono  da parte del reuccio di Arcore?
Ma sarà anche questa altra pagina di storia? Noooo, per favore, la storia è cosa seria, mi sembra di ricordare! Solo cronaca e infima, se permettete.

Dunque, l'Alfano-pensiero e i suoi per ora pochi sostenitori ha fatto di nuovo centro, colpendo il bersaglio quasi accasciato e quel lui, dall'alto del suo non so cosa, ha cancellato l'acronimo PDL, che si prestava a troppe maligne e giuste interpretazioni, per ritornare a quel “Forza Italia”, di calcistica memoria, e....per disonorarlo di nuovo e ancora!

Ma se l'Italia, come paese, è allo stremo, senza gambe, senza scarpe e scarponi ormai, senza politici di serie A, senza partiti ormai dipartiti e tutti imbrigliati nelle stesse reti, come farà a ritrovare quella forza che, in tempi non lontanissimi, lo portarono al quinto gradino, economico-finanziario, fra le potenze mondiali? potenze non di armi e guerre!)

Ricostruirà il tutto il rianimato partito-padrone del già quasi decaduto senatore azzurro?
O dobbiamo aspettare ancora che arrivi altro 8 dicembre, ci vuole poco, per renderci sempre più ridicoli agli “amici” che ci governano dall'oltre alpe?

Ma mi facci il piacere!!!!!

Gavino Puggioni


ACQUERELLI INUTILI


All'ora vespertina
nel solito porto
col desiderio d'amore
ammiro, anche stanco
quel cielo imbrattato
di nuvole rossastre
di cirri in movimento
verso altre terre

Sotto i bastioni
alberi di mille barche a vela
in ordine ma sole
tagliano quel disegno naturale
e da quelle nuvole
paiono precipitare

Comunicano, quei legni
staticità, immobilità, solitudine
I marinai sono assenti
non amano il mare

E allora quelle barche
quelle nuvole dipinte
di colori evanescenti
ma presenti
con qualche gabbiano in ritardo
m'appaiono come un monumento
simile ad un quadro bello
eppure abbandonato

Gavino Puggioni
Da Nel silenzio dei rumori

QUESTA DUBLINO D'AUTUNNO...

… ha dei colori che incantano l’anima.
È un tappeto di foglie
cadute,
perdute.
È un cielo diamante
splendente,
lucente,
È un arazzo di gemme
appese
sospese.
Questa Dublino d’autunno.
… è casa di streghe.
Di maghi, di fate,
di atmosfere
incantate.
Questa Dublino d’autunno…
Rina Brundu 24/10/2013
Featured image, Thomas Moran (1837-1926).

sabato 26 ottobre 2013

CITTA' VECCHIA


Chiarori e luminescenze
in questi vicoli
abbandonati e insicuri
dove felini spaventati
e spelacchiati
luridi di questi silenzi
di notte e di giorno
appaiono e scompaiono
in un acquerello opalescente
d'altri tempi

Immagini senza colori
ma piena di umori e profumi
d'un'epoca lontana

Gavino Puggioni
Da Nel silenzio dei rumori

AL MODO DELLE FOGLIE


Al modo delle foglie che nel tempo
fiorito della primavera nascono
e ai raggi del sole rapide crescono,
noi simili a quelle per un attimo
abbiamo diletto del fiore dell’età
ignorando il bene e il male per dono dei Celesti.
Ma le nere dee ci stanno sempre a fianco,
l’una con il segno della grave vecchiaia
e l’altra della morte. Fulmineo
precipita il frutto di giovinezza,
come la luce d’un giorno sulla terra.
E quando il suo tempo è dileguato
è meglio la morte che la vita

(Mimnermo, 630 a.C. – trad. Salvatore Quasimodo)


venerdì 25 ottobre 2013

VIRTUALITA'


Le vie contorte
sovraffollate
e puzzolenti
della nostra civiltà
si trasformano
candide
nel nostro effimero digitale
e si animano di serenità
falsa

L'occhio s'avvede
di quell'inganno
e non ci crede
ma continua a navigare

Eppure l'immagine
è nitida
solo il pensiero
la può sporcare

Allora lui, il pensiero
apre la porta
che cigola e resiste
ma l'aria è quella
di realtà e di miseria

Gavino Puggioni
Da Nel silenzio dei rumori

giovedì 24 ottobre 2013

XXVII PREMIO LETTERARIO "LA MOLE"

 Navigando in internet, sono incappata nel sito del Consiglio Regionale del Piemonte, ed ho notato che hanno scritto riguardo al premio letterario di cui all'oggetto. Che potete visitare anche voi, cliccando sul link sottostante. In quel contesto, ho scaricato alcune foto della premiazione, cui non ho potuto partecipare,  ma solo in un secondo tempo ho ritirato la mia targa artistica, insieme a quella del poeta Gavino Puggioni. Il primo premio è stato vinto dall'amica Laura Vargiu di Cagliari.
Danila Oppio


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XXVII Premio letterario “La Mole”

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Venerdì 07 Giugno 2013

Foto del comunicato stampa
Si è svolta il 6 giugno a Palazzo Lascaris la premiazione del XXVII Premio letterario “La Mole”, indetto dall’Associazione culturale Talento.

Alla presenza del vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Comba, che ha portato il saluto dell’Assemblea, sono stati premiati il saviglianese Giovanni Galli con “Canti di San Grato” per la sezione “poesia edita” e la cagliaritana Laura Vargiu con “I cieli di Gerusalemme” per la sezione “poesia inedita”, dedicata alla memoria del collaboratore dell’associazione Pier Luigi Camparini.

I giurati Claudio GorlierAnnamaria Cossu, Lorenzo MasettaBruno Quaranta e Roberto Tassinarihanno anche assegnato quattro premi speciali per la “poesia edita” a Maria MontanoAntonella TissotAlda Cicognani e Giancarlo Montalto e nove premi speciali per la “poesia inedita” a Marco BreroGavino PuggioniTiziana MonariDavide R. ColacraiDanila OppioElso AvalleEmilia Greco GenisioMichele Piacenza e alla memoria di Agostino Marano.

ctagliani

Galleria fotografica
Uno stralcio della vasta galleria fotografica, In primo piano, il dott. Lorenzo Masetta, promotore del premio. Segue il trio musicale che ha allietato l'evento, quindi la premiazione, assolutamente meritata, di Laura Vargiu. 


PERCORSI


Giocando correndo
immaginando
incontro chi mi conosce
e chi no
Sorrido
cammino in queste strade
senza alberi
senza rumori
Ascolto

Sento respiri di vecchi e malati
di bambini abbandonati
Sento bestemmie
e litigi lontani
dietro una chiesa sconsacrata
Sento il vento
che mi confonde
e m'aiuta a non pensare

Gavino Puggioni
Da Nel silenzio dei rumori

INTEGRALE


Per un secondo solo non esser io:
essere bestia, pietra, sole, un altro,
il mondo non guadar da questa altezza
pesare il più e il men di un’altra vita.

Per un secondo solo altri occhi,
un altro modo d’essere e pensare,
scordare quanto so, della memoria
niente lasciar, neppure ch’è svanita.

Per un secondo solo un’altra ombra,
altro profilo al muro che separa,
gridar con altra voce altra amarezza,
scambiar con morte la promessa morte.

Per un secondo solo ritrovare
mutato nel tuo corpo il corpo mio,
per un secondo solo e non di più:
per volerti di più, già conosciuta

(José Saramago – Le poesie possibili, 1982 -
trad. Fernanda Toriello)