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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.

domenica 31 marzo 2013

I PASTICCIOTTI E LE UOVA DI CIOCCOLATO


E' una storiella adatta per Pasquetta, da fare leggere ai bambini, che si divertiranno un sacco: a me vengono in mente quattro bambine bellissime e molto simpatiche. Chi sono? Ma è facile! Si chiamano  Aurora  Elisa Ilaria e Matilde (i loro nomi sono in ordine alfabetico, non in ordine di simpatia o di bellezza perché sono tutte quante amori del nonno!) E chi è il nonno? Ma dai! Non l'avete ancora indovinato? E' il titolare di questo blog, il poeta Gavino Puggioni! E allora, dovere del nonno è far leggere questa bellissima storiella alle sue nipotine!

I Pasticciotti sono tornati alla carica, ed io ringrazio infinitamente le creatrici di queste storie molto divertenti: Storie di Francesca Buraschi, illustrazioni di Cecilia Buraschi
Via Provinciale 58, 44034 Cesta (FE) | Contattaci (e-mail)http://pasticciotti.it/#



A Regnodorato è arrivata la Primavera e i Pasticciotti, nonostante il bel tempo, continuano a lavorare senza concedersi un attimo di riposo. Pasqua è ormai alle porte e bisogna decorare le uova di cioccolato, infornare le colombe, preparare le pastiere, far lievitare le pizze pasquali. Insomma, come al solito, in pasticceria c'è molto lavoro da sbrigare e il telefono squilla in continuazione.
A Caramello e Crostatina è stato assegnato il compito di occuparsi delle uova di Pasqua: servendosi di appositi stampi, i due fratelli devono plasmare il cioccolato fuso, fino a che questo non assume la forma di un uovo vero e proprio. Alcune uova saranno più grandi, altre più piccole e, a seconda delle richieste, i giovani pasticceri useranno il cioccolato al latte, il cioccolato fondente oppure il cioccolato bianco, con o senza aggiunta di mandorle.
Quando le uova sono pronte, Crostatina le decora con lo zucchero colorato e le avvolge nel cellophane trasparente, di modo che i meravigliosi disegni apposti su di esse siano ben visibili a tutti. Le uova di Pasqua occupano un intero angolo della pasticceria e ogni bambino che entra in negozio si precipita in quella direzione per scegliere l'uovo dei suoi sogni.

Ma la mattina di Pasqua, i Pasticciotti entrano in negozio e notano con stupore che... le uova sono sparite! «Che storia è questa? Dove sono le nostre uova?» domanda incredula Crostatina. «Ehi, qui c'è una carota... .e c'è anche un biglietto...», mormora stupito Caramello.
Mamma Meringa raccoglie da terra uno strano bigliettino e inizia a leggerlo:

«Accidenti!», sbraita Papà Babà, «ci voleva anche questa! Un coniglio ha preso in ostaggio le nostre uova!». «Il grosso del lavoro, però, è stato fatto e abbiamo venduto un sacco di dolci. Che ne dite di chiudere il negozio per questa mattina e di divertirci qualche ora all'aria aperta?», chiede Mamma Meringa al resto della famiglia. «Umm...», brontola Papà Babà, «... va bene! Dopotutto è Pasqua e ci meritiamo un po' di riposo anche noi!».
Mamma Meringa riprende la lettura del bigliettino e si sofferma sul primo indovinello:


«Non è un re ma ha la corona? Ehi, quel coniglio ci sta prendendo in giro! Che buffonata mai è questa?», brontola stizzito Papà Babà. «Ma Papà, si tratta ovviamente di una metafora. Per risolvere gli indovinelli bisogna fantasticare un po'», spiega Crostatina. «Esatto!», annuisce Mamma Meringa. «Mhmm... vediamo...», sussurra Crostatina, «dobbiamo pensare ad un animale che canticchia soprattutto alla mattina e ha in testa qualcosa che sembra una corona...».
«Il Gallo!», urla a squarciagola Caramello. «Ottima intuizione, figliolo!», si complimenta Mamma Meringa. «Il gallo ha la cresta, che può sembrare una corona. Ed è il primo animale che canta al sorgere del sole. Presto, dirigiamoci verso il pollaio!».
L'allegra famigliola, dopo aver preparato i cestini per un pic-nic pasquale, esce dalla bottega e si incammina verso il pollaio in cui vivono Mamma Gallina e Papà Gallo. «Salve Papà Gallo, è per caso passato di qui un Coniglio?», chiede Papà Babà. «Chicchirichì, certo che sì!», risponde Papà Gallo canticchiando, «e ha lasciato un biglietto per voi proprio qui, chicchirichì».


Papà Gallo fa passare il bigliettino tra i buchi della rete del pollaio e Mamma Meringa, dopo averlo srotolato, inizia a leggere il secondo indovinello:


«Ohibò! Questa volta si tratta di un fiore...», balbetta Papà Babà, sempre più coinvolto da questa singolare caccia al tesoro. «Bravo Papà! Un fiore giallo e alto... da cui si ricava un olio...», riflette Caramello a voce alta.
«Il Girasole!», grida Crostatina. «Brava cara, è proprio il Girasole: alto, giallo, amante del sole. E da questa pianta si produce un olio che ben conoscete anche voi: l'olio di semi di girasole», spiega Mamma Meringa. «Nonna Sfogliatina li coltiva nella sua serra e può darsi che alcune piante siano già fiorite. Andiamo a dare un'occhiata!», propone entusiasta Crostatina.
I Pasticciotti si dirigono verso la serra di Nonna Sfogliatina che, non appena li vede, si precipita verso di loro ancora in camicia da notte, farfugliando qualcosa di incomprensibile in merito ad un Coniglio. «Tranquilla nonna! Hai detto che un Coniglio è entrato nella serra?», le chiede Caramello. «Sì, mio caro, ho paura che mi abbia mangiato tutte le carote», risponde preoccupata la nonnina. «No, nonna, non ti angustiare. Quel Coniglio è così occupato a giocare che non ci pensa neanche un attimo a mangiare!»


Dopo aver rassicurato Nonna Sfogliatina, i Pasticciotti entrano nella serra e, proprio accanto al girasole più alto, trovano il terzo biglietto del Coniglio Pasqualino. Questa volta l'indovinello non è affatto semplice:


Papà Babà, sicuro di aver trovato la soluzione all'indovinello, grida: «È la lumaca!!!». Gli altri membri della famiglia lo guardano pensierosi. «Che c'è?», chiede Papà Babà perplesso, «Non va bene? La lumaca porta la sua casa sulle spalle e si muove lentamente...». «Hai ragione, Papà», gli risponde Crostatina, «... ma c'è anche un altro animale che si muove con lentezza e ha la casa sulle spalle... la tartaruga!».


«Brava, Crostatina! È questa la risposta giusta!», esulta Caramello, mentre Papà Babà si rammarica per non aver indovinato nemmeno questa volta. Mamma Meringa, invece, appassionata di documentari sugli animali, ne approfitta per insegnare qualcosa ai suoi ragazzi: «la risposta di Crostatina è giusta perché la tartaruga, a differenza della lumaca, può vivere fino a 150 anni. L'indovinello parla di un animale vecchio e rugoso, quindi direi che si tratta proprio della tartaruga. Proseguiamo per il laghetto, dove vive Adalgisa, una vecchia tartaruga amica di Nonna Sfogliatina.
Non appena i Pasticciotti arrivano al laghetto, Adalgisa, spaventata, si ritira dentro al suo guscio. «Ehi Adalgisa, vuoi un dolcetto?», le chiede Mamma Meringa, sapendo che la vecchietta ha un debole per i dolci alla frutta. Adalgisa, pian pianino, sporge la testolina e Crostatina le allunga un muffin alle mele.


Quando la vecchia tartaruga si è un po' tranquillizzata, i Pasticciotti le chiedono se ha visto passare di lì un Coniglio. Adalgisa annuisce e, dopo essersi ritirata nella sua casetta, fuoriesce nuovamente dal guscio allungando a Mamma Meringa un bigliettino, su cui è scritto il quarto indovinello:


«Dai, Papà, questa volta è facile!», gridano divertiti Caramello e Crostatina. «È un ortaggio verde e tondo contenuto in un bacello...», suggerisce Mamma Meringa a Papà Babà, che per una volta azzecca la risposta giusta: «È il pisello! E ce n'è un campo proprio dietro alla casa di Zio Amaretto! Presto, andiamo in quella direzione!». Arrivati all'abitazione dello Zio, questo li accoglie a braccia aperte e li accompagna nel campo di piselli. Ma le piante sono tante ed è davvero un'impresa trovare il biglietto del Coniglio.



Stanchi di cercare e anche un po' affamati, i Pasticciotti si siedono tra le piante di piselli per gustare i loro panini farciti e invitano al pic-nic anche Zio Amaretto. Ma proprio mentre stanno per stendere la loro tovaglia a quadri, ecco che tra l'erba spunta il bigliettino con l'indovinello finale




«Un altro animale... E questa volta sembra che il Coniglio stia parlando di un topo con le ali... che dorme appeso a testa in giù», mormora pensoso Caramello. «Il pipistrello!», grida Mamma Meringa. «Bravissima!», si congratula con lei Crostatina, «Ma... dove li troviamo i pipistrelli?»
«Dopo il campo, verso la collina, ci sono alcune grotte...», suggerisce Zio Amaretto. «E più di una volta, da quelle parti, mi è capitato di vedere dei pipistrelli che volavano in cerchio sul far della sera. Ora, essendo ancora giorno, staranno dormendo... appesi alle rocce e a testa in giù, proprio come dice il Coniglio!».
I Pasticciotti, dopo aver ringraziato lo Zio per i preziosi suggerimenti, entrano nella grotta più grande e, accolti dai ghigni dei pipistrelli, ritrovano tutte le loro uova! Caramello e Crostatina sprizzano gioia da tutti i pori: la caccia al tesoro è stata molto divertente e ora le uova di cioccolato sono in salvo... ma... dov'è il Coniglio?
Proprio in quel momento, da una roccia spuntano due orecchie di pelo bianco. «Coniglio Pasqualino! Esci di lì, non siamo arrabbiati con te», esordisce Mamma Meringa. «Dici davvero?», chiede il Coniglio, temendo l'ira del Pasticciotti. «Certo! E c'è una torta per te!», aggiunge Mamma Meringa.

Il Coniglio Pasqualino, goloso e rincuorato, esce dal suo nascondiglio e si avvicina saltellando ai Pasticciotti, che nel frattempo hanno preparato tutto il necessario per consumare finalmente il loro pic-nic. «E che torta mi avete preparato?», domanda curioso il Coniglio.
Mamma Meringa si avvicina al Coniglio e, dopo averlo guardato negli occhi, gli sussurra:
«La tua torta mangerai,
solo se l'ingrediente indovinerai.
Arancione è il suo colore
e dolciastro è il suo sapore.

Cruda, lessa o sbollentata,
sono un tubero, ma non sono la patata.
Non sono una zucca, non sono una trota,
il mio nome è... »
Il Coniglio Pasqualino, stupito dall'abilità di Mamma Meringa ma abituato anche agli indovinelli più difficili, risponde immediatamente: «La carota!»
«Bravo, Coniglio Pasqualino!», esultano i Pasticciotti. «E del resto, quale dolce avremmo mai potuto preparare ad un Coniglio, se non una torta di carote?».



I Pasticciotti, in compagnia del Coniglio Pasqualino, brindano alle uova ritrovate e, tra un sandwich ripieno e una fetta di torta, trascorrono la giornata in allegria, ripensando all'indimenticabile caccia al tesoro che li ha tanto divertiti.

CONCORSO STRAORDINARIO DI POESIA E PROSA



“L@ Nuov@ Mus@”

Anche a fine 2012 L@ Nuov@ Mus@ raccoglie i frutti del suo impegno, vedendo riuniti ad Aprilia tanti Autori, vecchi e nuovi del tradizionale “Incontro poetico d’inverno”.
L’incontro, che a fine 2002 si caratterizzò come unico nel suo genere, portò nel 2003 a costituire l’Associazione e, da allora, ad ampliarne le attività; tant’è che negli ultimi anni è divenuto vetrina di più eventi, tutti basati sull’originario momento corale delle letture poetiche ed arricchiti da altre espressioni artistiche, come la musica e la danza. In tale cornice hanno trovato giusta collocazione le cerimonie di premiazione del Concorso dedicato a Carmelina Ghiotto Zini, giunto quest’anno alla sesta edizione e del Premio estivo di “poesie sparse sulla spiaggia”, giunto alla quarta edizione: eventi felicemente “innestati” sul tradizionale e fecondo ramo del reading poetico.
È motivo di orgoglio per L@ Nuov@ Mus@ che, dopo dieci anni dal dicembre 2002, abbia fatto tesoro per sé ed intorno a sé di tanti stimolanti raduni, in nome della poesia e delle stagioni. Dal 2002 al 2012 L@ Nuov@ Mus@ – anche d’intesa con altre Associazioni – ha curato 22 Incontri poetici: 11 d’inverno, tutti ad Aprilia, 5 di primavera (nel 2003 e 2005 ad Aprilia, nel 2004 ad Aversa, nel 2006 e 2007 a San Marcello-AN), 4 d’estate (nel 2005 e dal 2010 al 2012 sul litorale laziale (Terracina, Anzio e Nettuno) e 2 d’autunno (2008 e 2010 a Pontevedra in Spagna).
Sono le anonime cifre di un bilancio certamente positivo, ma è anche certo che esse riassumono un duplice costante impegno: dell’Associazione dal punto di vista organizzativo e, soprattutto, della “folla” di partecipanti alle iniziative con i loro contributi creativi, senza i quali quella folla, che ringraziamo di cuore, non sarebbe tornata ad Aprila per la tredicesima volta in dieci anni.

Fiorella Giovannelli e Raimondo Venturiello,
soci fondatori  



Associazione Culturale ed Artistica L@ Nuov@ Mus@
NEL DECENNALE DELLA SUA FONDAZIONE
2003 - 2013


Per festeggiare il decennale della fondazione, l'Associazione L@ Nuov@ Mus@ indice un concorso straordinario di Poesia, Poesia breve e Prosa, aperto a tutti, la cui partecipazione è gratuita.
CONTATTI: N. telefonici : 339 4999892 – 346 7220320
e-mail : ass.cult_la_nuova_musa@yahoo.it



Regolamento


1) Il concorso scade in data 1 Giugno 2013. Pertanto le opere dovranno essere inviate entro le ore 24.00 di questa data (farà fede il timbro postale).
Si raccomanda di non attendere gli ultimi giorni per l’invio dei testi, in modo da facilitare il compito della Giuria.
2) Sono fissate le seguenti sezioni: 
a) POESIA (a tema libero in italiano, vernacolo o altra lingua).
Si concorre con 1 sola poesia di non più di 30 versi. I testi in vernacolo o in altra lingua devono essere accompagnati da traduzione.
b) POESIA BREVE (a tema libero in italiano, vernacolo o altra lingua).
Si concorre con 2 poesie brevi di non più di 9 versi. I testi in vernacolo o in altra lingua devono essere accompagnati da traduzione.
c) NARRATIVA (racconto breve ra tema libero in italiano, vernacolo o altra lingua).
Si concorre con un racconto che non superi le 2 cartelle (formato A4) di non più di 30 righe ciascuno.
3) È ammessa la partecipazione a tutte le sezioni ma, se inviate in unico plico, le opere vanno inserite in buste separate, ciascuna con la propria dicitura: “POESIA”, “POESIA BREVE” e “NARRATIVA”.
4) I testi vanno inviati al seguente indirizzo:
Associazione Culturale ed Artistica “L@ Nuov@ Mus@”, Via dei Lauri, 89 – 04011 Aprilia (LT).
5) Sono ammessi testi già editi purché non premiati, entro i primi tre posti in altri concorsi. 
6) I testi, esclusivamente dattiloscritti, vanno inviati in 7 copie, delle quali 6 e 1 in busta chiusa – senza segni di riconoscimento, tranne l’indicazione della sezione – con: a) firma dall’autore, b) dichiarazione autografa che l’opera è frutto della propria creatività, c) e, ben leggibili, nome, cognome, indirizzo completo, numero di telefono fisso e/o mobile ed e-mail. 
Se l’autore è minorenne occorre aggiungere la dichiarazione liberatoria di un genitore garante per lui. 
7) Poiché NON SI ACCETTANO NÈ SILLOGI NÈ CURRICULUM NÈ ALTRO, ogni documentazione superflua sarà immediatamente cestinata.
8) A pena di esclusione senza avviso all’autore, occorre rispettare quanto fin qui precisato. Saranno altresì eliminati testi offensivi e/o lesivi di principi morali nei confronti di persone fisiche, istituzioni, religioni.
9) Il Direttivo de L@ Nuov@ Mus@ non avviserà gli autori non premiati.
10) Una qualificata Giuria, esaminate le opere giunte, stilerà la graduatoria dei testi scelti per l’assegnazione ai loro autori dei premi in palio ed il suo operato sarà insindacabile.
11) I primi 3 classificati di ciascuna sezione sapranno solo al momento della premiazione la loro posizione in graduatoria.
12) Tra tutti i testi di narrativa pervenuti, una Giuria teatrale sceglierà quello a suo giudizio più rappresentabile e ne curerà, con il consenso dell’autore, l’adattamento per farne una “pièce” da mettere in scena.
13) Tra i testi poetici finalisti (primi 20 in graduatoria delle prime due sezioni, una Giuria di Maestri di danza sceglierà quello che a suo giudizio si presti, con il consenso dell’autore, ad essere rappresentata in forma danzante.
14) I testi premiati, con relative motivazioni, saranno pubblicati in apposita sezione dell’Antologia “Poesie sotto l’albero”, che tradizionalmente L@ Nuov@ Mus@ presenta e rende disponibile durante l’incontro di fine anno (inizio dicembre); nella stessa occasione le rappresentazioni, di cui ai due punti precedenti, arricchiranno il contesto della cerimonia.
15) Ogni Autore premiato s’impegna ad acquistare almeno 1 copia di detta Antologia.
16) I partecipanti al Concorso con l’invio delle loro opere (che non verranno restituite) accettano il presente regolamento.



PREMIAZIONI


La Premiazione del "Concorso straordinario del Decennale" si terrà il 13 luglio 2013, in occasione della manifestazione “Sotto il cielo di luglio... poesie sparse sulla sabbia" in località (da definire) del litorale laziale.( dintorni,Anzio Nettuno
- 1 Classificato (di ogni sezione) Targa e pergamena personalizzata
- 2 Classificato (di ogni sezione) Targa e pergamena personalizzata
- 3 Classificato (di ogni sezione) Targa e pergamena personalizzata
A giudizio della Giuria potranno essere Menzioni e Segnalazioni.
I Premi devono essere ritirati personalmente.
I primi 3 classificati dovranno essere presenti alla premiazione.
Targhe e pergamene saranno gentilmente personalizzate, in linea con il tema trattato, dalla pittrice e scultrice Michela Tropea, in arte Miki, di Ragusa.



Il Presidente
Antonella D’ANNIBALE



SCADENZA BANDO 1 GIUGNO 2013


mercoledì 27 marzo 2013

NIENTE INSULTI....


 



UOMO...BATTIATO...
VERGOGNATI !
CHIEDI SCUSA A TUTTE LE DONNE





PALERMO - Un fiume in piena, Franco Battiato, che da Bruxelles, dove è intervenuto al Parlamento Europeo in veste di assessore al Turismo della Regione Sicilia, ha dispensato parole sprezzanti per il Paese, «questa Italia così fa schifo», e i suoi rappresentanti politici: «Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa. È inaccettabile». E poi: «Sarebbe meglio che «aprissero un casino». A difesa della «dignità del Parlamento» è insorta Laura Boldrini, neo presidente della Camera: «Stento a credere che un uomo di cultura come Franco Battiato, peraltro impegnato ora in un'esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari».
LA REPLICA - «Da Presidente della Camera dei Deputati e da donna», ha scritto Boldrini in una nota, «respingo nel modo più fermo l'insulto che da lui arriva alla dignità del Parlamento. Neanche il suo prestigio lo autorizza ad usare espressioni così indiscriminatamente offensive. La critica alle manchevolezze della politica e delle istituzioni può essere anche durissima, ma non deve mai superare il confine che la separa dall'oltraggio».
IL DIETROFRONT - Poi il rapido dietrofront dell'artista: «Prendo atto con dispiacere che il senso della mia frase, che ovviamente si riferiva a passate esperienze politiche caratterizzate da una logica da mercimonio offensiva della dignità delle donne, sia stato travisato e interpretato come una offesa al Parlamento attuale, per il quale ho stima», ha scritto l'assessore al Turismo della Regione siciliana. «Era evidente», ha aggiunto, «che il riferimento era a passate stagioni parlamentari che ogni italiano di buon senso vuole dimenticare. Stagioni caratterizzate dal malaffare politico, dal disprezzo per le donne e per il bene pubblico».

martedì 26 marzo 2013

PERDONO


IN TEMA DI AUGURI.....




Ed in prossimità della Pasqua, desideriamo inserire tutti gli auguri ricevuti dagli amici poeti, sia sotto forma di poesia, che in altro modo. Così cogliamo l'occasione per augurare a tutti voi, a coloro che ce li hanno inviati e a coloro che ci leggono, buone feste pasquali! Questo post è quindi in Cantiere...chiunque ci invia un suo elaborato, saremo lieti di pubblicarlo!




LA PASQUA RITORNA

cristo
che era stato
preso in prestito
è risorto
e impregna la pace
di succo di sole
gocciolato a lungo
sul nudo tempo
dove la cattiveria
ha divorato parole
ed è morta per indifferenza

chiaro
il segno all'orizzonte:
cresce l'amore
davanti al sorgere dell'alba
senza parole e gesto
e dona la sua luce

la colomba
esce dal nido
e lancia
un grido di gioia
verso la vita

Giovanni De Simone



Cade, scroscia
la pioggia dal cielo plumbeo
rende il paesaggio
lucidato a nuovo

nuvole basse si adagiano
coprendo le alte cime
come a nasconderle
da occhi indiscreti

il vociare frammisto
ad acute voci di bambini
ed il silenzio sommesso
di chiesa immota nel tempo

un uovo di cioccolato a ricordare
la Pasqua e il suono di campane
che si espande come eco nella valle
a richiamar fedeli

Maristella Angeli
(Da “Il mondo sottosopra” Rupe Mutevole Editrice)


Non ti auguro un dono qualsiasi, ma ti auguro tempo...


…Tempo per te, per sorridere, per pensare, per amare,

per vivere… per essere felice !!!


Buona Pasqua
Roberta e Renzo

(Bagnoli - Cencetti)




Da Marcello De Santis





Il perdono

Sasso
che lascio
adagiato
fra l'erba.

Graziella Cappelli




AUGURI




Resisti ai malanni
fatti forza
che tu ce l'hai

Guarda chi
ti vuol bene
e non disperare

Hai una vita
davanti
certo vita normale

Ma tu rendila
più bella, con la tua
intelligenza
col tuo spirito
con la tua allegria

Ricorda cos'hai
fatto
per la tua musica
la sua dolcezza
i tuoi sacrifici
e i tuoi dolori

Ricordati, Alessandro
di tutto quello
che hai fatto
Ripetilo, lo farai meglio
per te
e per tutti noi
che ti vogliamo bene

Gavino Puggioni
11 gennaio 2003
Da L'arcobaleno in giardino

Ndr: Alessandro ha continuato, ed è un ottimo violinista!

BELLO MI SEMBRA

Luciano Proverbio: dietro i vetri appannati


Non sento la parola che consola
è fermo il cuore sotto l'ombra spessa
sarà felice l'aquila che vola?

Bello mi sembra credermi poetessa
strofinar versi su appannati specchi
per disvelar l'immagine riflessa

I sogni consumati son parecchi
sbiaditi come i fiori sui vestiti
che non indosso più perché son vecchi

Giovanna Giordani
Da Sulla riva del fiume

A.N.P.

Fabio Calvetti: notte vuota

E quel cuore più non risponderà
Alla mia voce, esultante e afflitto
Tutto è finito...E il mio canto risuona
Nella notte vuota, ove più tu non sei

Anna Achmatova
1956
Da  Poema senza eroe e altre poesie

lunedì 25 marzo 2013

MADAME BUTTERFLY: CORO A BOCCA CHIUSA



Puccini: coro a bocca chiusa dalla Madame Butterfly...dolcissimo!

INUTILITA'



Ho ascoltato le voci di fuori e di dentro
 e vecchi impasti di parole stantie 
come fosse dovuto un lamento.

Non sono certo d’avere compreso
 il senso da dare alle cose 
o il rumore dell’acqua che scende 
prima di trasformarsi in vapore.

Mi sono impegnato ad incidere
 muri di gomma
 per lasciare una traccia 
sul bagnasciuga del divenire.

Ho costruito effimere dighe
 per fermare il tempo
 e regalare quelle poche certezze
 come castelli di carta
 quando soffia il vento.

Non è rimasto più niente
 salvo qualche tronco
 inerte di fianco 
per farmi tossire 
quando ripasso ricordi.

Lorenzo Poggi
Da Muretti a secco

IL MIO MARE


Il mare
con le sue onde brulle
poi minacciose
rallenta le mie bracciate
verso l'orizzonte chiaro
lontano lontano
che vorrei raggiungere

Il mare
chi mi abbraccia
e mi fa rotolare
in centomila carezze d'amore
nell'intensità del silenzio
tra spruzzi d'argento
e colline d'acqua
sotto a un cielo che vuole confondersi
senza confini

Il mare
che amo da sempre
da quando altro liquido mi proteggeva
mi fa una corte d'amore
che non so respingere
Mi fa innamorare
dei soi contenuti
dei suoi abitanti
delle sue abitudini
dei suoi concerti

Li guardo, li sento
li ammiro sono invitato fino alla sera
durante la notte
fino all'alba
quando il sole prepotente
s'infila nel mio sguardo
e mi dà sveglia da emozioni

Il mare
che non è solo mio
mi fa viaggiare
mi fa sognare
mi fa godere
e mi rende più nudo, oltre il corpo
Mi ruba l'anima
e la fa dondolare
quasi a spiarmi di meraviglie
e di sentimenti
che vanno mescolandosi
come in un volo senza ali
tra cielo e terra
invisibili e intoccabili
negli abissi del nulla

Gavino Puggioni
6 agosto 2004

Da Nel silenzio dei rumori

4 IL VENTO DELLA NOTTE




Nella  tenera  mezzanotte dell'estate
una luna chiara scintillava di luce
la finestra aperta del salotto
e i roseti bagnati di rugiada.

Io sedevo pensando fra me e me,
il vento dolce mi muoveva i capelli;
mi diceva che il Cielo era glorioso.
Che la terra dormiente era leggiadra.

Non c'era bisogno per me che il suo alitare
mi portasse simili pensieri,
eppure mormorava piano piano:
“I boschi come saranno oscuri!

“Fitte foglie nel mio sussurrare
stormiscono tutte come fossero un sogno
e tutte le mille voci ch'esse c'hanno
sembra che di spirito siano tutte fatte”

Gli dissi: “ Va', nobile cantore,
la tua voce amorosa è sì gentile,
ma non credere che tutta la sua musica
possa davvero toccare la mia mente.

“Gioca coi fiori profumati,
coi rami docili di quel giovane arbusto,
lascia i miei umani sentimenti
da soli scorrere per la loro via”.

Ma il vagabondo non mi dava ascolto;
il suo bacio si fè sempre più caldo -
“ Oh vieni “, sospirò teneramente,
“Ti vincerò anche se tu non vuoi.

“Non siamo forse amici dall'infanzia?
Non ti ho amata per tutto questo tempo?
Così a lungo come tu  la notte hai amato
il cui silenzio desta la mia voce.

“Quando il tuo cuore si giacerà nel sonno
sotto la pietra del cimitero
quanto tempo avremo io per lamentare
e tu per esser sola”.

                                                                            F.B.

Emily Bronte