benvenuti

Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.

giovedì 31 maggio 2012

GALLERIA D'ARTE: CASPAR DAVID FRIEDRICH

Autoritratto
Speranza
Donna alla finestra
Le bianche scogliere di Dover
Due uomini davanti alla luna




Sesto dei dieci figli di Gottlieb Adolf, fabbricante di sapone e di candele, e di Sophie Dorothea Bechly, nasce a Greifswald, in Pomerania, allora cittadina svedese di 5.000 abitanti, annessa alla Prussia nel 1815. Il 7 marzo 1781 perde la madre, il 18 febbraio 1782 la sorella di 20 mesi Barbara; l'8 dicembre 1787, la lastra di ghiaccio su cui pattina si rompe e Caspar precipita in acqua: per salvarlo , il fratello Johann perde la vita; il 27 maggio 1791 muore in un incidente la sorella Maria: a tutte queste tragiche circostanze, ma anche alle giovanili letture romantiche e alla rigorosa educazione pietistica, si fa anche risalire la singolare malinconia del pittore. Prende lezioni di disegno a Greifswald da Johann Quistorp e dal 1794 al maggio del 1798 frequenta l' Accademia d' Arte di Copenaghen in Danimarca, la più importante settentrionale; tra i suoi insegnanti, Nikolaj Abraham Abildgaard e Christian August Lorentzen hanno la maggiore influenza su di lui. Dipinge acquerelli con vedute di parchi e pittoreschi giardini e molti autoritratti e ritratti di familiari a penna o a matita.Dopo un breve soggiorno a Berlino, 1798 si stabilisce a Dresda, sede di una celebre pinacoteca, dove trascorre intere giornate ad ammirare le opere di Jacob van Ruisdael, Nicolas Poussin e Gaspard Dughet, e della migliore Accademia d' Arte della Germania; qui presenta, nel marzo 1799, un acquerello, giudicato ben disegnato ma debole nel colore. È amico dei pittori Philipp Otto Runge e Johann Lüdwig Lund, al quale dedica l' Autoritratto di Copenaghen. Di questi anni sono anche alcune scene realizzati per I Masnadieri di Friedrich Schiller. del 1801 e poi nel maggio duellano successivo esegue numerosi studi nell'isola di Rügen, famosa per le sue bellezze naturali e in particolare per le sue scogliere bianche. Nel 1803 presenta con successo vedute eseguite a seppia, nell'annuale mostra dell'Accademia di Dresda; l'anno successivo presenta tre xilografie, incise su legno dal fratello Christian, forse progettate per illustrare un libro mai pubblicato.
Croce di montagna
Il viandante in un mare di nebbia

TERREMOTO


Questo terremoto
ha fermato tutto e tutti.
Ha fermato il pensiero,
il nostro,
là, dove vite umane
han perso la propria via
in un tracciato improvviso,
non previsto, dicono,
nè da scienza nè da conoscenza.
Molti han visto la luce del sole
con le tenebre negli occhi,
nel dolore, nell’amore
di chi non è più,
nella rassegnazione ad un evento
ahimè!, che non perdona.
Gavino Puggioni
Pubblicata in Poetare e in Cantiere Poesia

mercoledì 30 maggio 2012

BOMBA O NON BOMBA GOVERNEREMO A ROMA (ed altri pensieri minimi)


di Gavino Puggioni. “Il vento scuote la Casa di Dio”
Siria- Hama - Le norie

“La Chiesa si trova in una nuova Babele”
Esclamazioni del Papa, piene di dolore ma penso anche di altro, ed ha ragione.
La Chiesa è in crisi. Ancora? Già, ora ci voleva anche il corvo che ha trovato spazi evidentemente abbandonati da quelle linde e bianche colombe che adornavano i palazzi pontifici!
Ma questo corvo è un umano, mica il solito uccello nero, ed ha nome e cognome, ormai conosciuto in tutto il mondo. Povero il nostro Papa, davvero.! E ne sta soffrendo da mane a sera perchè mai e poi mai si sarebbe aspettato un tradimento di questa portata, per di più imbastito dal suo maggiordomo personale, ovvero da persona di assoluta fiducia, sempre al suo fianco, quale si credeva essere. Che, dopo, questo tradimento, sta nel fatto che questo esimio signore ha portato a conoscenza della stampa o di non so chi, documenti segreti vaticani.
Mi domando, ma perchè, ancora oggi, il Vaticano con la sua Chiesa Universale, ha segreti? e quali? Oh!, poveri cristiani, povero Papa, ma perchè non si rispettano più nemmeno quei pilastri della religione cattolica che Gesù Cristo aveva voluto solo nostra, senza peccato, senza bugie, senza inganni, povera, trasparente, dedicata a chi nella vita soffre, a chi nella vita non ha un pezzo di pane, a chi non riesce, nemmeno, ad alzar gli occhi al cielo perchè anche questo  lo vede sempre bombardato?
O si son fatti prendere, anche in Vaticano, da quella mania dei soldi, delle banche, IOR in testa, coi suoi ricordi anche tragici?
Ma non hanno, sempre in Vaticano, di quegli ispettori-controllori che controllano quanto avviene all’interno dei loro colonnati come nei  loro giardini retrostanti?
Avendone bisogno, però, non vogliono quelli italiani, anche quelli conosciuti in tutto il mondo, ma per i loro curriculum che di immacolato non hanno nulla.
E questo signore, denominato ora corvo, avrà le sue gatte da pelare, visto che non sarà solo ad essere giudicato  ma in principesca compagnia cardinalizia, e questo si dice  da…verba volant.
Ma restiamo comunque in trepida attesa anche perchè le cosi dette potenze straniere accuseranno ancora l’Italia, che esporta nel vicino stato ecclesiale, anormali abitudini economiche e finanziarie, volte, ma incontrollate, al bene dell’umanità intera.
L’altro pensiero me l’ha suggerito il Grillo nazionale, ormai irrefrenabile nei botta e risposta coi suoi denigratori, politici e aspiranti tali.
“Bomba o non bomba , arriveremo a Roma” un proclama annibalesco che sa tanto di invito a non frequentare le vie che portano alla stessa capitale d’Italia, invito rivolto a coloro che con le sue 5stelle sono stati promossi ad amministrare comuni più o meno importanti ma che di lui, del Grillo, non hanno stima, intesa come quella politica. E questo mi ricorda le prime ragliate di quelli delle Lega Nord che volevano il tutto, che se l’hanno preso e, alla fine, quel tutto si è loro rivoltato, affogandoli in un mare che nemmeno loro hanno conosciuto.
L’ultimo lo voglio dedicare alla Siria, ma è il più importante.
Ma la Siria dov’è? fa parte del  globo terracqueo o è una entità sorta all’improvviso in mezzo a noi, cittadini del mondo? Ma non è quel paese che si affaccia anch’esso nel Mare Nostrum, dove molti di noi si recavano in vacanza e ne godevano la storia, i monumenti antichissimi, la natura e quant’altro di stupendo si poteva vedere?
Bene, quel paese, forse, non esiste più, almeno da quando il suo regnante ha deciso di diventare despota assoluto e prendersi l’onere di eliminare tutti i suoi oppositori politici, ovvero l’intera popolazione che lo circonda.
I massacri, nel nome di quel re, sono giornalieri ma la notizia più triste, è di ieri l’altro, quando il solito commando, s’è messo a sparacchiare tra la folla che non protestava, che era lì, in piazza, a scuola, nei mercati, davanti a una vetrina, magari, e se esiste.
Morti ammazzati e dilaniati dalle bombe un centinaio di civili, carne da macello, inutile e pesante per quella terra martoriata, compresi 32 bambini, dico bambini, e allora io vorrei essere un angelo-diavolo, trasportarmi in quella regione e, da umano, fare fuori, ad un ad uno, tutti coloro che ogni giorno ci costringono a leggere di queste carneficine. E’ un sogno ma aspetto che qualcuno più forte di me lo realizzi.
Pubblicato su ROSEBUD - Giornalismo online

Chopin - Raindrop Prelude No. 15

CANZONE DEL MESE DI MAGGIO



  
L'asino il re ed io
Saremo morti domani
L'asino di fame
Il re di noia
Ed io d'amore

Un dito di gesso
Sulla lavagna dei giorni
Traccia i nostri nomi
Ed il vento fra i pioppi
Chiama Asino Uomo Re

Sole di Feltro nero
Già i nostri nomi sono cancellati
Acqua fresca dei Pascoli
Sabbia delle Clessidre
Rosa del rosso Rosaio
Strada dello scolaro che s'attarda

L'asino il re ed io
Saremo morti domani
L'asino di fame
Il re di noia
Ed io d'amore
Nel mese di maggio

La vita è una ciliegia
La morte il suo nòcciolo
E l'amore un ciliegio


Iacques Prèvert
da “Questo amore”

SI PERDONA FINCHE' SI AMA




è vero
quello che è finito
non ritorna
ma l'amore
è un'infinita continuazione
e la ferita ricucita
è l'istante di un miracolo 
che si ripete
...amore non è amore
senza perdono

Giovanni De Simone


(Inedita)

SACRO FUOCO


FENICE



Emozionata, 
Intimidita.
Dal sacro fuoco
 E non capire
 Se restar potevo
 Oppure fuggire. 

Quel sacro fuoco
Arde ed io 
 In suo confronto paio
 La pallida fiammella
 Di un misero 
Accendino

Svanisco
Nel buio della notte 
Poi mi spengo
 Alla prima brezza
 Del mattino. Invece tu
 Ardi, e di che fuoco!

Danila Oppio

Inedita

AFORISMI






Il tuo amore, che non mi tocca

Gavino Puggioni
Aforismi

PENSIAMOCI


martedì 29 maggio 2012

Chopin Nocturne Op.9 No.2 (Arthur Rubinstein)



PIANISTA: Arthur Rubinstein

NOI CHE ABBIAMO IL CORAGGIO





Noi che abbiamo il coraggio
di bruciare la nostra terra
e i nostri alberi,
di oscurare il cielo,
di sporcare le nostre strade
e i nostri prati,
di inquinare i nostri fiumi
e i nostri mari,
noi che abbiamo il coraggio
di ammazzare i nostri fratelli,
in guerra e in pace,
quella pace che non c'è mai stata,
noi che abbiamo il coraggio
di ingannare i bambini
di tutto il mondo,
rubando loro l'innocenza,
noi che ci illudiamo,
che siamo alla moda,
che ci trasformiamo,
non abbiamo ancora avuto
il coraggio di vergognarci!

Gavino Puggioni
da Nel silenzio dei rumori


DOLCE SERA


Ti attendo
alla mia finestra
sospesa nel vuoto
quando
il cielo si dilata
di blu – violetto.
Odo
i tuoi passi
setosi
frusciare
nel silenzio
denso
di malinconie.
San
di miele
i tuoi baci
mentre
mi cingi
collane indaco
a illuminare l’anima.

Graziella Cappelli

L'ALBERO OSSERVA


                                                                

                                                            Quell’albero si erge
                                             ha immerso le sue radici in profondi
                                                     in una terra che sorprende.
                                                                       Ci guarda 
                                                 tante cose avrebbe da raccontare
                                                                lì fermo da secoli
                                                                   ad osservare.
I rami si aprono in un intreccio armonioso
alla ricerca di luce
di aria pura.
Le foglie risuonano di dolci armonie
centillano rintocchi di cielo
brezze leggere accarezzano.
Attendono gli uccelli
che tornano al loro nido
rifugio di sempre
Maristella Angeli
Da Cantiere Poesia

DONNA INNAMORATA


Degas: donna allo specchio



Colgo la tua voce,
oltre il tempo,
dove mi specchio per scorgere il tuo volto.

Dolce memoria è il tuo nome
e vibra il mio cuore
mentre ti aspetto,
quando a sera rimbomba il mondo
Annamaria Gatti


poesieinsmalto

lunedì 28 maggio 2012

GALLERIA D'ARTE: VAN GOGH (Seconda parte)

Ulivi
caffè di notte
La liseuse de romans




















Girasoli
I falciatori

















Mezzogiorno








Iris  a Saint Remy
















Notte stellata
         




seminatore








Hopital de Saint Remy

                                                                       










Stanza di Van Gogh a Saint Remy
Questi, alcuni dei quadri più famosi dell'artista, una piccola carrellata sui soggetti che più frequentemente ritraeva. Buona visione!



GALLERIA D'ARTE: VAN GOGH, prima parte

La produzione artistica di Vincent Van Gogh è immensa. Qui ho voluto inserire solo alcuni dei quadri - ormai famosissimi - dei quali l'artista ha spesso ripetuto il soggetto, dipingendolo da prospettive diverse.
I suoi gialli famosi, ormai definiti Giallo Van Gogh,  che ritroviamo nei campi di grano, o nei girasoli,  i suoi blu, sia usati nel cielo notturno, che negli iris, sono indimenticabili e inimitabili. Per non  parlare del suo stile, che è unico. Ecco una bella biografia dell'artista olandese.Vi aspettavate i dipinti, e questi arriveranno, dopo aver conosciuto la vita e le opere del pittore. Se c'è infatti qualcosa che non sopporto, è proprio quella di ammirare dei quadri, e non sapere nulla di colui o colei che li ha dipinti.
Vincent Van Gogh era figlio di un pastore protestante perennemente oppresso dalle preoccupazioni di famiglia.Fin da ragazzo l'artista manifestò inclinazioni inquiete e tormentate.La sua breve vita (morì a 37 anni) fu un continuo alternarsi di grandi entusiasmi e forti depressioni.
L' inizio della sua formazione artistica risale al 1869 ,presso la casa d'arte Goupil a L'Aia.A Londra si innamora perdutamente della figlia della sua padrona di casa,ma si tratta di un amore non corrisposto.Lei era già segretamente fidanzata e lo respinse più volte.Il fratello Théo e i famigliari restarono fortemente colpiti dal senso di tristezza e dalle turbolenze psichiche di Vincent dovute alla delusione d'amore. Quel tipo di sofferenza esaltò il suo sentimento religioso. Tuttavia continuò gli studi d'arte,questa volta a Parigi.Entrò nella galleria Goupil.Svolse una vita solitaria, frequentò i musei, studiò Corot,Ruysdael,Millet, ma non ebbe alcunn contatto con i giovani impressionisti.Presto si dimise dalla galleria probabilmente perchè ossessionato da una vocazione religiosa.Il fratello Théo cercò di convincerlo ad occuparsi solo di pittura,ma Vincent preferì tornare a Londra, dove frequentò un pastore-predicatore. Da lì a poco anche Van Gogh, proprio perchè venuto a contatto con derelitti della società e con i luoghi della miseria,decise di farsi pastore. Tornò dai suoi a Etten ed iniziò gli studi di teologia, ma lo scarso fervore evangelico lo spinse ad interrompere gli studi per darsi alla predicazione presso i minatori del Borinage,gente con la quale condivise la loro misera esistenza.Ma non ne trasse che delusione ed insuccessi, così decise di abbandonare la predicazione ,che perchè in quel periodo si rifece viva imperiosamente la sua vocazione artistica,ma questa volta doveva consumarvi l'intera esistenza.

PRIMA...ADESSO...



Prima
Silenzio
Poi brusio. Solo brusio
Adesso...
Adesso risento
la melodia della tua voce.
S’illumina il cuore al tuo sorriso
e
-nella nebbia tagliata-
vedo il sentiero
salire alla foce del ruscello
che scorre tra le rocce.
Mi disseto
Sento l’amore ruggirmi nel cuore
Trasognato
quale foglia librata dal vento
mi poso in un campo di grano.
Vorrei sgranare una spiga
ma
ho lacrime tra le dita.
Aiutami Signore

Giovanni de Simone

sabato 26 maggio 2012

Dice il Saggio...


Ve la vendo come l'ho comprata: troppo divertente per non pubblicarla!

GEMME PREZIOSE


Poesie Kahlil Gibran, Frammenti, Gemme Preziose tratte dalle Opere di Gibran.




CANTO POESIA PAROLA
Se anche cantassi come gli angeli,
ma non amassi il canto,
non faresti altro che rendere sordi gli uomini
alle voci del giorno e alle voci della notte.

Kahlil Gibran "Il profeta"

La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.
Il vento puo' soffiare e placarsi,
e il mare fluire e rifluire:
ma il cuore della vita
è sfera immobile e serena,
e in quel punto rifulge
una stella che è fissa in eterno.

Kahlil Gibran "Gesu' figlio dell'uomo"

"Il profeta"

La forza che difende il cuore dalle ferite
è la stessa che gli impedisce
di dilatarsi alla sua massima grandezza.

Kahlil Gibran "A Treasury of Kahlil Gibran"


SENTO


Mary Cassat: Luise che allatta


sento
che un'aura
dolce
mi avvolge

come bambino
che la madre
nutre
dal suo seno

e ne sono felice

Gavino Puggioni
Amando l'Amore

LA GOCCIA

Giovanni De Simone

venerdì 25 maggio 2012

André Rieu - Earth Song / Tribute to Michael Jackson



Il direttore André Rieu sta dicendo: siamo rimasti tutti colpiti alla notizia della morte di Jackson.
E' incredibile,Vogliamo onorarlo con la sua più bella canzone. Michael sapeva molto bene quello che stava succedendo al mondo, quello che facciamo ad esso. Così scrisse quella canzone, che vuole insegnarci a realizzare un mondo migliore, e averne cura, per la gente che lo abita, per gli oceani, gli alberi, gli animali, Canta Carmen Monarca


CHI PIU' FORTUNATO DI ME?





Si cui quid cupido optantique obtigit umquam

insperanti, hoc est gratum animo proprie.
Quare hoc est gratum nobis quoque, carius auro,
quod te restituis, Lesbia, mi cupido.
Restituis cupido atque insperanti, ipsa refers te
nobis. O lucem candidiore nota!
Quis me uno vivit felicior, aut magis hac rem
optandam in vita dicere quis poterit?
§
Se mai ad alcuno avviene, contro ogni speranza,
ciò che desiderava tanto, molto gradito è al cuore.
Per questo mi è gradito, mi è più caro dell’oro,
che tu ritorni a me, Lesbia, che ti desideravo tanto.
Torni contro ogni speranza; tu stessa torni a me.
O giorno da segnare con una piccola pietra
 più bianca delle altre!                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               Chi vive più fortunato di me,
 chi potrà dire che ci sia cosa
 più augurabile in vita?
CAIO VALERIO CATULLO

Biagio Antonacci-Quanto tempo e ancora



E' una canzone datata, ma sempre bellissima, sia nella musica che nelle parole!
Buon ascolto!

AFORISMI





Quel Nulla che riempie la mia vita

Gavino Puggioni

giovedì 24 maggio 2012

ATTIMI DI TERRORE


Attimi di terrore
fulminanti
inconsulti, tragici
dal sapore d’acre morte
la vita non sarà più la stessa
macerie su macerie
trema la terra rossa
sembra quasi accompagnare
il cordoglio di Brindisi
piange il banco
orfano del candore di Melissa
gli fa eco la gente sfollata
attonita e disperata
che ha visto vacillare
la fatica di una vita
nessun angelo
a proteggere case e campanili,
il magma si è smosso
fatale smottamento
restano solo frantumi,
troppo dolore e scoraggiamento
senza alcun volto il colpevole
come la nera mano che ha
spezzato le ali della bianca colomba
non si può condannare la natura
ma l’uomo dovrà rendere conto
della sue truci azioni
possiamo solo chiuderci
in un rabbioso silenzio
possiamo solo augurarci
un giusto sonno
a farci risvegliare
in un mondo migliore,
a farci noi stessi
pane di luce.
Roberta Bagnoli

mercoledì 23 maggio 2012

TRASCENDENZE



Il fumo uccide
l'aria della mia terra
di cui anch'io calpesto le zolle.
Allarmi giornalieri
Generazioni che scompaiono,
vecchi di ogni parte del mondo
ai quali viene tolta la memoria,
bambini appena nati
e dopo armati
che ammazzano, che violano,
che vengono violati e violentati
per non crescere,
perchè non seguano esempi
di pace e fratellanza vera.
La guerra, le guerre
fatte scoppiare in tempo di "pace",
le distruzioni e le sopraffazioni
in nome di mille e un dio,
esaltato e profanato a tutte le latitudini
con il beneplacito delle civili società,
con l'arricchimento di pochi,
da sempre
questo è il fumo che uccide,
questo è il fumo che sta creando
incertezze, miserie, odio,
che sta negando anche la speranza
alla quale s'è tagliato il tempo.
Che orrore
vedere milioni di bambini che aspettano,
nel fumo di questo mondo,
un novello napoleone
con le sue armate disarmate
ma cariche di un tozzo di pane,
con un barile di acqua pulita,
con una scatoletta di aspirina!
Che orrore
dover continuare a vedere,
costretti a sopportare
l'ineluttabilità di una vita,
resa e arresa a un Fato sì crudele!
Che orrore!
               Gavino Puggioni
            da "Nel silenzio dei rumori" 2007 - Magnum

EPPURE...


Non ho
soldi i tasca
nè mani sante
per guarire
le piaghe della Terra.
Eppure…
il mio cuore
è un’arca
che accoglie
tutti gli esseri
maltrattati,
mentre
le braccia
impotenti
vorrebbero
cullare il Mondo.
.
.

GROVIGLIO


Giovanni De  Simone

martedì 22 maggio 2012

VISIONI

Balconi corrotti
dal vento salmastro
corrosi
dal sole impietoso

fanno cerchio
a questo giardino
sempre verde
di lentisco

e di mirto
di fiori bianchi e rossi
mischiati a foglie appassite
venute da lontano

Gavino Puggioni
Nel silenzio dei rumori

UNA LUCE

Si spegne una luce
la notte non è contenta
S'accende l'alba
e la notte s'allontana

L'umanità s'incammina
e s'affatica
non sa d'amarsi
e non si comprende

Arriva la notte
di nuovo e ancora
e quella luce
torna nell'oscurità

Gavino Puggioni
Nel silenzio dei rumori

TI AMERO' PER SEMPRE



Dalì: Venere di Milo coi cassetti

Tenero sentimento
Incanto dei sensi

Aspetto il tuo ritorno
Mentre cala la sera
Eterno ritrovarsi
Rapimento estatico
Oltre lo spazio e il tempo

Più non cercherò
Errando, altri mondi
Rimarrò in te

Sola, pensandoti
Eluderò l’assenza
Mentre i miei occhi scorrono
Poesie vergate su fogli
Ritrovati e smarriti
Entro un cassetto del cuore

Danila Oppio
Inedita

LIRICA ALLA LUNA A LISBONA




Lieve e letargica
Lungo la linea
Lagunare
La limpida
Luce lunare
Lentamente
Levitando
Languisce
Latente e liquida
Lastricando
Lucenti logge:
Lisboneti
Lapislazzuli

Danila Oppio
Inedita

NEL SILENZIO DELLA NOTTE




Nel nero lacerato dalla luna
Echi di parole consumate dall’amore
Lasciano una pietra sul cuore.

Sì, lo so non è che una storia finita
In un freddo giorno d’inverno, ma
La verità cristallizzata nel dolore
Estromette la verità cristallizzata nella logica.
Nel silenzio della notte
Zirla –strano ma vero- un tordo
Innamorato dell’ombra del giorno bruciato
Obliquamente dal fuoco del ricordo.

Danzano le foglie nella musica che il vento
Effonde lungo il viale del primo bacio.
Le sue braccia mi stringono
Lussuriosamente come le tue e…
Accoratamente cerco il profumo del tuo corpo.

No, nella trappola della compassione
Ove infili di nascosto
Tenere carezze tanto desiderate
Tu notte, non mi chiuderai
E…mi hai convinto, amore

Giovanni De Simone