benvenuti

Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.

lunedì 30 aprile 2012

HO QUALCOSA DA DIRE




ho qualcosa da dire

timidamente
cerco spazio
vuoto
niente
solo gusci ammassati di parole
liberi fanno rumore
coprono quelle piene
                                      (poche)

ho qualcosa di dire
delicatamente
in un angolo del silenzio
deposito momentaneamente
i miei sentimenti

urleranno.

Giovanni De Simone
Pubblicata su Poetry

LEMBO DI NUVOLA

Percorri nel vento
le note della vita
il tempo che ti è dato
porta con te il ricordo
di un bacio eterno
il chiarore delle stelle                       

                                  






                                                                   Prendi tra le mani
il lembo di nuvola
riponilo nel baule dei ricordi.

Corri nei prati infiniti
bagnati di pioggia di lacrime
assapora l’aria tersa del mattino
che ti mostra un nuovo giorno.
Da Cantiere Poesia

DIPINGI UN'ALTRA VELA


 
barca vela 23La vedi quella nuvola?
Lasciala andare
oggi è l’alba d’una nuova vita
dipingi un’altra vela
sulla spiaggia dei sogni
soffiala di speranza
godila con leggerezza
amala come se fosse
l’ultimo tuo giorno
e non sprecare altre lune
non aspettare treni mai partiti
lascia un po’ di pianto nei tuoi occhi
verranno temporali assurdi
avrai una barca di sorrisi
avrai quello che ti sarai
conquistato e custodito nel cuore
col senno del tuo amore.
Da Cantiere Poesia

LE NUVOLE NON HANNO LACRIME

Hanno le spiagge del'infinito
delle eterne mutazioni
Hanno le pianure sconosciute
dove cavalieri erranti
percorrono le vie del cielo
e non lasciano traccia.

Le nuvole non hanno lacrime
perché la terra è già bagnata dalle proprie,
che sono, qualche volta, anche di gioia
quando un bambino nasce, sopravvive
e riesce a vivere.
Ma non gridano al miracolo.

Grigie, bianche, di fumo, sovrapposte
ed incorniciate in un disegno catartico,
movimento di movimenti ispirati
e creati dall'amico vento,
le nuvole non hanno lacrime
perché non hanno il tempo per piangere
o per gioire.

Corrono, s'adunano e scompaiono
mentre l'occhio umano s'adombra
e ne segue, altalenanti, le immagini.
Caleidoscopio di pensieri che avvincono,
vaganti nei sentieri del nulla
dove tutto si può guardare, senza vedere.

Le lacrime non appartengono alle nuvole.
Sono della terra, 
nella terra che noi calpestiamo.
Orme inzuppate di dolore, di attesa, di morte,
prive di pentimento, 
piene di odio e di indifferenza.

Le nuvole ascoltano pure i lamenti terreni,
li trasportano, li mischiano, li nascondono
Li vomitano a  mo' di pioggia o di tempesta
ma nessuno se n'avvede, per paura,
per ignominia,
in una vita spesa, a volte, nel male, 
in questo mondo dove pare
germoglino tanti, troppi fiori finti.

Le nuvole non hanno lacrime,
non le cercano, non le creano
Di queste nuvole anche noi viviamo
e, dopo, noi sogniamo, respiriamo, dormiamo
ed amiamo, ma non ci guardiamo,
perché noi piangiamo.

Gavino Puggioni
Da "Le nuvole non hanno lacrime"

Poesia premiata con menzione particolare al Premio Internazionale di Poesia Nosside, di Reggio Calabria, nell’edizione del 2010. 

L'UOMO E' SOLO


La folla di madri
di padri di nonni
in compagnia dei figli
dei nipoti dei cani e dei gatti
è un immagine
fissa e scolpita
oggi
in quel quadrato elettronico
che li incoraggia
e li arringa a stare lì
a urlare che il mondo
non deve fare
che tutto è falso
che tutto è vero
che hanno sentimenti
che vogliono giustizia
che vanno in fila
a dimostrar niente
niente di niente
se non la stupidità
dell’umano pensiero plagiato
sfruttato da pochi
Dopo nel chiuso delle case
quella moltitudine
diventa solitudine
perchè il governo delle cose
è già stato scritto
da quei pochi
e quei tanti
non lo sapevano.
L’uomo è rimasto solo
di nuovo
in attesa di un’altra adunata
E si accontenta.
da "Nel silenzio dei rumori

domenica 29 aprile 2012

CAMMINANDO

Cagliari dal colle di Sant'Elia
Le vie ancora rugiadose
dalla passata notte
avvolte da un freddo
che non è del mio paese
mi si presentano
in una lenta, svagata
galleria di tele grigie
e amorfe
e scompaiono.

E in quel vicolo
patriarcale, ancor
di sembianze adamantine
d'una città medievale
un beato odor d'incenso
mi dice che
qualcuno prega
per tutti, per nessuno.

Gavino Puggioni
L'arcobaleno in giardino

AURORA

Quegli occhi tristi
di ombra
di bambina sola
venuta
nel nostro mondo
incantano
un giardino d'infanzia
e illuminano
di tenerezza
gli sguardi
di chi ti sta accanto
Aurora

Gavino Puggioni
L'arcobaleno in giardino
Nel silenzio dei rumori

AFORISMI



Il vento turbolento non mi piace.
Mi scompiglia l'anima e la mente

Gavino Puggioni


GALLERIA PRIVATA

Dipinto con gessetti a olio


Dipinto ad olio

Dipinto con gessetti ad olio


Dipinto con gessetti ad olio

Disegno a matita

Dipinto ad olio
Dipinto con gessetti ad olio

Scrivere in prosa o in poesia, è un magnifico hobby come quello dell'arte figurativa.
Un breve scorcio della produzione di Danila Oppio

LE ANIME BELLE a Rina Brundu


LE ANIME BELLE a Rina Brundu
 
Le anime belle
Spesso sono invisibili
Introvabili
Irraggiungibili

Le anime belle
Si fanno trovare
Solo da chi
Le sa riconoscere
E amare

Le anime belle
Sono come stelle
Che splendono
Tremule e accendono
Il cielo di notte
Altrimenti buio

Le anime belle
Sono come te
Che incendi
Il mio cielo
Quando t’accorgi
Che si sta oscurando

Danila Oppio
Inedita

2012



DEDICATA (a Danila Oppio)


Non sono capace
Io
Di molte
Parole
Quando
Bisognerebbe
Elogiare
Magnificare
Complimentare
Decantare
Ma…
Vivono
Nel silenzio
Le mie verità
Più grandi

E spesso
nel dolore.
Perché non serve
ad una rosa
inebriarsi col profumo
Ad una aurora
perdersi nel biancore
Ad un sole
illuminarsi
di chiara luce
Gli basta sapere che c’è!
Rina Brundu, in Dublino, 29 Aprile 2012

Yolk come aprire un uovo senza romperlo!



Duane Keiser con la sua arte è capace di aprire un uovo senza romperlo: il video che riprende l’impresa fa parte della serie A Painting A Day, che vede l’artista impegnata a postare sull’omonimo blog un video al giorno. Le opere a dimensione cartolina vengono realizzate appoggiandosi a un cavalletto improvvisato ricavato da una vecchia scatola di sigari.

Lovely Day - Speed Painting by S. Maguire

sabato 28 aprile 2012

TOSCANA



Terra
in cornice
d’Appennini.
Sporgi
dal dècolleté
i seni
delle colline
dove
odorosi
sfilano i cipressi.
Leggera
discendo
tra vigne ed olivi
per borghi
fra piazze
girovago.
Nelle chiese
m’incanto
ai castelli
alle ville.
La sera
sul rosso mare
di Maremma
scivolo
a galleggiare.

Graziella Cappelli
Dal suo sito


PENSIERINO


Pensierino dell'Uomo della strada



Alla luce dei fatti che han caratterizzato questi primi mesi del governo Monti anche a me è venuta voglia di sfogliarne alcune pagine, fitte fitte di....novità.
Prima ed unica, per ora, che dice di positività certa, la scomparsa del governo ....dell'amore, anche se molti, troppi di quei governanti scaldano impunemente e ancora gli scranni parlamentari, non degni delle loro terga.
Ma questa voglia, ahimè!, vien subito meno, poiché, a ben vedere, nulla si è quasi compiuto se non la speranza di quelle probabili riforme che andranno “a riformare” la vita stessa di noi che siamo   quel popolo sovrano a cui si toglie sempre qualcosa, mai che si scriva, per legge,  - da oggi paghi meno tasse, da oggi paghi molto meno la benzina.
E già, la benzina, il gasolio, questi petrolieri con una mamma sola, di sette sorelle dissolute!, che han capito, e da tanto, che noi non viviamo di aria ossigenata ma di aria......inquinata, per cui facciamo anche la fila per goderne...e loro, giustamente, ne approfittano....della nostra imbecillità!

Il governo, ma non solo questo, non può opporvisi, anzi continua ad “accensare”, verbo di origine latina che sta per tassare...anche allora!
A dir il vero, in soli questi pochi mesi, il professor Monti ha dovuto meravigliarsi (!?) di gravi evenienze squisitamente politico-amministrative, vedi il caso Losi, tesoriere del Pd-Margherita, il caso Lega con l'altro tesoriere Belsito, le ruberie continuate e milionarie dei vertici della Regione Lombardia, ben a ragione la più ricca del nostro Paese, e a seguire tutte le altre regioni, province, comuni, compresa Finmeccanica, una volta (ma quando?) fiore all'occhiello dell'industria di stato.
Roba da qualche centinaio di milioni, se non miliardi!, che questa gentaglia, con uffici a gratis in Parlamento, “onorevoli e non”, ha trafugato dalle casse scassate dei cittadini italiani e nessuno, bisogna crederlo?, proprio nessuno se ne era mai accorto?
Porca la miseria!......quella nostra!


L'Uomo della strada

venerdì 27 aprile 2012

LA LUNA E L'ARCOBALENO

moonbow-arcobaleno notturno
Si incontrarono
di sera
dopo un temporale quasi estivo
Un miracolo
squarciò le nuvole pesanti
e la luna, col suo enorme faccione
era lì, pronta a farsi vedere
sempre bella, diceva lei
sempre romantica
se chi l'ammirava era innamorato
non tanto della sua donna
quanto del Creato.
Immobile, apparve subito
e si disegnò nel cielo ripulito
l'arcobaleno.
Una compagnia strana!
si dissero a vicenda
Ma sotto, in quella terra,
il mondo sembra più bello!
credevano,
gli uni decantavano i colori,
gli altri, estasiati
alla luna che voleva parlare
E parlava, parlava davvero
ma nessuno l'ascoltava.
E l'arcobaleno se n'andò.


Gavino Puggioni
L'arcobaleno in giardino

SBAGLIAVO (Haiku)

Avevo scritto
Di un mondo grigio.
Sbagliavo.



Danila Oppio
Inedito
Haiku

LIBERTA'


sabbia in Sardegna dal Web
Trent’anni compiuti nel deserto,
un compleanno da prigioniera,
eppure io vedo il tuo sorriso
che con speranza attende una parola.
La libertà ti aspetta,
per un istante ti è passata accanto
poi non si sa
che cosa sia accaduto,
è tutto da accertare.
Ma tu che non conosci resa alcuna
attendi ancora di poter abbracciare
la famiglia che ti ha preso per mano
col pensiero con l’ansia e la paura.
Eppure tu ti nutri di coraggio
e coraggio trasmetti
a chi ti sta vicino e a chi è lontano.
Arriverà quel giorno, ne sei certa,
in cui liberamente potrai andare
dove vorrai, con chi vorrai,
e magari con gioia ritornare
tra i bambini che ti rubano sorrisi
nelle infinite distese di sabbia
che hai imparato ad amare.
P.M.C. Piera Maria Chessa

19 AGOSTO 2004

La nuvola: profilo del muso di un cavallo bianco
Cenere in cielo
assente il vento
Non corre la fretta
e non si vede l'ansia


La rondine è nascosta
Nessuno la invita
a volteggiare

Lontana una sirena
Il silenzio
può stare tranquillo

Immagino
Un landò tirato da cavalli bianchi
In  un mare di nuvole scomposte
aggredite dolcemente
da lance di sole
che vuole dominare

Gavino Puggioni
L'arcobaleno in giardino

OCCIDUO



Getterò a terra i capelli e i seni
capirai nell’ora dell’occiduo
che nessuna ombra di faro
farà tremare l’ossessione
di colmarsi le tasche di pietre
e andare, saltando l’onda.
Nel passato i bambini ammalati di febbre
venivano immersi nel mare: si guariva
o si moriva,
Non voltarti! non sarai assassinato
da queste mani cangianti.
Hai mai udito la risata delle mani? No, tu no
sordo alla sapienza di falangi senza oro di promessa
decorate di penne d’oca scribacchine
luride della terra da fosse:
per bestioline con contratto d’amore a termine.
La violacciocca strazia la gola
negli aprile del pesce burlone
poi giunge maggio
e il 22 ci si scalza: tradizione.
Non voltarti! È spiacevole la visione di me
grotta immuschiata, odore di carogna di cent’anni.
Un cavallo vagò nell’acqua, gonfio il fianco
nessuna tasca per precipitare
al fondo
di sé? Di me.
Non ho mentito in una sola riga
tu sempre, Maestro.

(S.D.M.)Savina Dolores Massa

I MULINI A VENTO





 
Immobili guardano la luna
i mulini a vento della Mancia,
le pale squadrate,
i tetti scuri e appuntiti
rivolti verso l’azzurra distesa
che li sovrasta.
E la luna li guarda.
Una mezza luna bianca
appena macchiata,
che li conosce da tanto
e da tanto li custodisce
nel grande scrigno aperto
sotto il cielo.
Fantasmi rimpatriati
alle antiche case
attendono pazienti
il ritorno dell’eroe.
Monumenti remoti
di una terra irreale
che chiama e persuade
come scaltre sirene.
E la gente del luogo
intreccia e narra storie
quasi sempre vere
sul suo misterioso cavaliere.
  
Piera Maria Chessa

SAN GAVINO



                                  Andavo da bambina tra quei sassi
                             e poi guardavo giù, nella vallata.
L'aria era pura, fresca e mi avvolgeva
donandoti dei brividi leggeri.

Vi era silenzio, in alto, tra le rocce,
un senso di distanza dalle cose,
l'appartenenza a un mondo un po' speciale
racchiuso, forse nascosto tra i dirupi.

Talvolta mi fermavo, silenziosa,
davanti al Monumento dei Caduti,
non c'erano parole da liberare,
solo pensieri muti dentro il cuore.

Non ero adulta e quei silenzi spesso
mi incutevano un poco di paura,
ed io avvertivo nella mente acerba
il dolore, l'angoscia del morire.

Leggevo infine quei nomi di ragazzi
uccisi e derubati di una vita
violata ed interrotta da un conflitto
che nessuno di loro ha mai capito.


PIERA MARIA CHESSA

 

giovedì 26 aprile 2012

H. Grimaud 1/3 Rachmaninov piano concerto No.2 in C minor, op.18 [Moderato]

FERMARE LA LUCE

Vorrei
fermare la luce del sole
perché il giorno
sia più caldo

Per i nostri cuori
abituati al freddo
intenso
dei nostri sentimenti

Abituati
al buio dell'amore
verso tanti
troppi bambini

Abituati come siamo
a correre
sempre di fretta
in questa vita ansiosa
veloce
troppo veloce
nei binari
di infelicità
terrena.

Gavino Puggioni
Le nuvole non hanno lacrime

EMOZIONI


Reese Witherspoon, protagonista di "Come l'acqua per gli elefanti"

Ho guadato un torrente       
Cavalcando una giumenta
Attraverso sentieri montani
E pascoli erbosi.

Batticuore

Ho navigato nel deserto
Di Palmyra, sul dorso
D’un imponente dromedario
In tempo di pace, in Siria

Commozione

Ho respirato l’immenso
E constatato quanto piccoli
E insignificanti noi siamo
Nella vastità del creato

Turbamento

E pretendiamo di governare
La Terra, dove soltanto
Madre Natura è padrona.
E la violentiamo.

Vergogna

Danila Oppio
Inedita

AD UNA MADRE

Santa Teresa di Calcutta con Papa Giovanni Paolo II
Quelle rughe profonde,
quei solchi del tempo antico
di sacrifici voluti
e d'amore
che nel tuo viso
diventano più belli
e ti fanno ornamento
mi appaiono
e scompaiono
come in un sogno
di nostalgia di te
che non ho conosciuto
e non sei più

Gavino Puggioni
L'arcobaleno in giardino

PORTO CONTE

Due montagne in corsa
due rupi aeree
e il mare ninfeo
di cobalto.

Gavino Puggioni
L'arcobaleno in giardino

ESTASI

Non ho un pennello
per dipingere
queste acque
di cobalto
neppure una tela candida
sul trespolo di legno
 Ma quel gabbiano
felice
insegue il mio sguardo
Ecco, mi aiuta
a creare
e io mi incanto
in quel quadro.

Gavino Puggioni
L'arcobaleno in Giardino


mercoledì 25 aprile 2012

AFORISMI


Mi aggrediscono parole 
che io respingo
 dall'Io profondo 
e ti assicuro,
 non fingo

Gavino Puggioni